Gli utenti di Twitter in India hanno perso l’immunità legale sui loro contenuti

Twitter India
(foto: Unsplash)

C’è un nuovo capitolo nella vicenda del braccio di ferro che continua da mesi tra le autorità indiane e Twitter. Il governo indiano ha dichiarato ufficialmente davanti all’Alta corte di New Delhi che Twitter non godrà più di protezione per i contenuti pubblicati dai suoi utenti in India. In altre parole, il social di microblogging ha perso l’immunità che lo sollevava dalla responsabilità per ciò che compare sulla piattaforma. Twitter potrà essere processato e giudicato qualora gli utenti condividano post non conformi alle leggi del paese.

La decisione delle autorità indiane è stata presa dopo che il social non ha ancora rispettato le nuove regole IT entrate in vigore a maggio. Il tribunale di New Delhi nei giorni scorsi aveva lasciato il governo libero di intraprendere le azioni che riterrà più opportune per punire possibili violazioni.

Le autorità avevano chiesto all’azienda americana di nominare un responsabile del controllo di conformità, un addetto alle rimostranze e una persona attiva 24 ore al giorno per rispondere alle richieste delle forze dell’ordine. Le tre figure devono risiedere tutte in India.

A Twitter erano stati dati tre mesi di tempo per conformarsi alle nuove regole, come hanno già fatto altre aziende tecnologiche, Facebook e Google fra tutte. Il social ha fatto sapere oggi ci vorranno otto settimane per nominare un funzionario di conformità. La piattaforma ha anche dichiarato che sta per istituire un ufficio di collegamento in India che sarà l’indirizzo di contatto fisico permanente dell’azienda nel paese.

Twitter è in rapporti tesi con il governo indiano dall’inizio di quest’anno. A febbraio, la società si è scontrata con il ministero della tecnologia che aveva ordinato la rimozione di alcuni account critici con le autorità durante le grandi proteste di massa degli agricoltori. Twitter alla fine ha soddisfatto alcune richieste ma si è rifiutato di intraprendere azioni contro gli account di giornalisti, attivisti o politici.

A maggio la polizia ha fatto irruzione negli uffici di Twitter a New Delhi dopo che la piattaforma aveva etichettato i post di alcuni funzionari come “media manipolati”, senza trovare nessuno. La società di social media ha definito la mossa “tattica intimidatoria” e ha affermato di essere “preoccupata” per la sicurezza dei suoi dipendenti nel paese. Twitter durante questi mesi ha più volte criticato le nuove regole sui social, che secondo la piattaforma danneggerebbero la libertà di parola.

Twitter non è la sola azienda ad avere problemi a operare in India. Whatsapp ha infatti citato in giudizio il governo, affermando che i nuovi provvedimenti sono incostituzionali e “danneggiano gravemente la privacy” degli utenti. Le autorità indiane vorrebbero infatti poter risalire agli autori di contenuti giudicati non conformi alla legge. WhatsApp sostiene che per rispondere a queste richieste violerebbe la crittografia end-to-end garantita ai propri clienti.

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