ANALISI DELLE NUOVE NORME EUROPEE SULL’ECOMMERCE

La Commissione Europea ha presentato mercoledì scorso una serie di proposte per dare vita un sistema di norme in tema di eCommerce in grado di facilitare il Digital Single Market (DSM). L’obiettivo è incidere profondamente sul modo in cui i cittadini europei fruiscono l’intrattenimento e l’acquisto di prodotti e servizi online

La Commissione punta ad un abbattimento delle frontiere digitali in tutta l’Unione, secondo il vicepresidente Andrus Ansip. “Gli europei hanno bisogno di un quadro normativo certo, moderno e giusto e questo è l‘obiettivo dell’iniziativa odierna”

Si stima che l’introduzione del DSM potrebbe portare a una crescita 415 miliardi di Euro dell’economia Europea, creando migliaia di posti di lavoro e facendo risparmiare ai consumatori 11 miliardi di Euro.

I punti saldi del pacchetto di 16 iniziative che compongono il DSM sono la  libera circolazione e il libero accesso online di persone, servizi e capitali, in un contesto competitivo equo, insieme a un elevato livello di protezione dei dati personali

Il pacchetto presentato nei giorni scorsi riguarda in particolare l’eCommerce e si pone come obiettivi primari la rimozione del Geoblocking (inteso come blocco geografico ingiustificato all’acquisto), una maggiore trasparenza tariffaria per i servizi di consegna, un controllo più stretto sull’applicazione dei diritti dei consumatori e sulla definizione delle pratiche commerciali sleali

Geoblocking

Secondo la Commissione

“Quando il consumatore entra in un negozio in un altro paese dell’UE, l’esercente non gli chiede i documenti per procedere alla vendita o per adattare di conseguenza i prezzi o le condizioni. Ma nel mondo online troppo spesso ai consumatori è impedito l’accesso a offerte in altri paesi: essi sono ad esempio reindirizzati verso un sito web specifico per paese, oppure viene chiesto loro di pagare usando una carta di credito o di debito di un determinato paese. Tale discriminazione non è ammissibile nel mercato unico.”

L’obiettivo delle misure a contrasto del Geoblocking è quindi quello di permettere ai cittadini europei di acquistare prodotti da qualunque azienda online con sede nell’Unione.

Non è tuttavia ancora chiaro quali eccezioni saranno permesse a questa nuova norma, per le realtà di piccole dimensioni essere chiamate a consegnare su tutto il territorio UE potrebbe avere costi organizzativi e logistici difficilmente sostenibili. Al momento la formula utilizzata per definite le deroghe lascia aperta la porta a diverse interpretazioni:

“Per evitare di imporre oneri sproporzionati alle imprese, il regolamento non stabilisce l’obbligo di effettuare consegne in tutta l’UE ed esenta da alcune disposizioni le piccole imprese cui si applica una soglia IVA nazionale.”

Consegne transfrontaliere

Partendo da un analisi sui prezzi delle consegne transfrontaliere nella UE la Commissione ha rilevato come le tariffe arrivino fino a punte di cinque volte il prezzo delle consegne sul territorio nazionale.

Il nuovo regolamento fornirà agli operatori postali nazionali una banca dati per monitorare i mercati esteri e verificare l’accessibilità economica dei prezzi e la loro correlazione ai costi e imporrà di concedere a terzi l’accesso ai servizi e alle infrastrutture di consegna transfrontaliera dei pacchi.

Questo, secondo le intenzioni, dovrebbe favorire la concorrenza e portare ad un abbassamento dei prezzi, nel 2019 verrà verificata l’efficacia delle misure e, sono nel caso in cui non si fosse raggiunto l’auspicato calo delle tariffe, verrà valutata l’introduzione di una regolamentazione dei prezzi.

Fiducia dei consumatori

Secondo la Commissione oggi 37% dei siti eCommerce di prodotti e servizi sono parzialmente o totalmente NON conformi alle disposizioni fondamentali sul commercio online e creano un danno fino a 770 milioni di euro all’anno ai consumatori

E’ prevista quindi una revisione delle regolamento sulla cooperazione per la tutela dei consumatori in modo da garantire alle autorità nazionali maggiori poteri di controllo con l’obiettivo di verificare:

  • L’eventuale presenza di geoblocking o di violazioni delle norme sul diritto di recesso
  • La presenza di eventuali offerte truffaldine
  • L’accertamento delle identità degli operatori eCommerce con la collaborazione dei registi dei nomi a dominio e delle banche (tracciamento dei flussi finanziari)

La Commissione porta alcuni esempi delle attuali difficoltà: nel caso in cui oggi venga individuato un’attività eCommerce che abbia cessato le consegne ai clienti pur avendo incassato i pagamenti, attraverso lo spostamento di sedi tra diversi paesi UE è possibile per il titolare dell’attività ritardare la propria identificazione e il conseguente oscuramento del sito.

L’obiettivo di questo insieme di misure sarà quello di velocizzare l’individuazione di comportamenti fraudolenti e dare gli strumenti, sia attraverso la mediazione dell’UE che direttamente da parte delle autorità nazionali, per mettere fine alle frodi o costringere gli operatori ad adeguarsi alle norme.

Resta a questo punto da valutare che forma prenderà il provvedimento definitivo dopo il passaggio al Parlamento Europeo e al Consiglio Europeo che dovrà avvenire entro il 2016 per garantire nel 2017 l’adozione delle misure.

Sarà importante monitorare l’evoluzione di queste proposte poiché alcuni punti molto delicati restano ancora nebulosi, in particolare le misure per contrastare il geoblocking al momento contengono ipotesi davvero fantasiose come l’obbligo per i merchant di vendere in tutta l’EU ma la possibilità di non prevedere consegne, con la paradossale ipotesi che un consumatore attraversi il confine per andare a ritirare un pacco direttamente presso la sede logistica dell’eCommerce.

 

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