easyJet Sneakair: e se le tue scarpe fossero intelligenti?

Stanco di guardare Google Maps quando sei turista in una città tutta da scoprire? Ci pensa easyJet, con le sue scarpe smart. La compagnia aerea, forte di un ventennio di innovazioni e invenzioni – il primo aereo dell’azienda britannica è decollato nel 1995 – oltre a farti volare, ora vuole facilitarti l’esistenza una volta atterrato. D’altra parte, da quel novembre di vent’anni i viaggi low cost hanno cambiato la nostra vita. E non solo perché andare dall’altra parte d’Europa costa spesso meno che fare un pieno di verde o prendere il treno per un weekend nella casa di famiglia in campagna. La rivoluzione del viaggio è andata di pari passo con lo stravolgimento di tutto quello che attorno al viaggio gira. Qual è l’ultima volta che sei entrato in un’agenzia di viaggi? Dall’aereo all’alloggio, anche grazie a siti come Airbnb o Booking.com, ormai il fai-da-te del viaggio è quasi un’abitudine. si fa tutto online, dal computer e sempre di più dallo smartphone.

L’applicazione easyJet per iOs e Android è stata scaricata 16 milioni di volte. Ha una valutazione media di 4 stelline e mezzo. Il 16% di chi viaggia compra il volo dal telefono o dal tablet e ogni settimana 170mila passeggeri si presentano con la app in aeroporto, anziché stampare il biglietto.

Queste cifre sono il risultato di una strategia d’innovazione commerciale vincente. L’applicazione di Easyjet è una delle più semplici e complete che ci siano. Oltre all’implementazione appena annunciata con Apple Pay – sperando che arrivi presto anche in Italia – l’app ti consente di fotografare carta di credito e documento per evitare la lunga trafila dell’inserimento dati, di usare il telefono – o l’Apple Watch – per presentare il boarding pass, senza il fardello del biglietto cartaceo da portare agli imbarchi; il live tracking dei voli sulla mappa; le notifiche in caso di cambiamento di orario. E il servizio innovativo di assistente in aeroporto, attivo per ora solo a Gatwick.

Siamo all’InGracia, in una stradina dietro il Passeig de Gracia, in uno dei quartieri più densamente popolati di umani, bar e palazzi storici di Barcellona; ci sono mattoni rossi belli in vista e scale di metallo, come se ci fosse bisogno di sottolineare che prima questo era un luogo dove il lavoro umano, insieme alle macchine, produceva oggetti. Sono all’evento di easyJet e una coppia ragazzi più belli della norma hanno appena concluso una minisfilata per mostrare prototipi di uniformi. Quella di lui è una tuta arancione, con tre bande di luci led che si accendono e si spengono sulla schiena. La ragazza non è una semplice ragazza, è una divinità catalana della bellezza trionfante sui suoi stiletto heels, per l’occasione reincarnatasi in una hostess che arriva direttamente dal futuro. Una statua in uniforme, anche lei ha una striscia di led luminosi disposti su una banda diagonale che le attraversa il petto; la divisa integra anche un microfono, casomai avesse qualcosa da dire ai passeggeri. Ma l’attesa è tutta per le Sneakair, le scarpe intelligenti. Si leva il sipario e dopo una breve presentazione sono per strada a provarle.

Le scarpe intelligenti di easyJet non saranno delle scarpe. Saranno delle solette, che si inseriranno in qualsiasi paio di scarpe. Probabilmente le comprerai direttamente in aereo. Per ora sono soltanto un prototipo, quindi mi trovo con addosso un paio di sneakers color arancione (e cosa ti aspettavi) con la scritta easyJet in bianco e un design che ricorda un po’ quello delle New Balance. Sono comode. Al loro interno, il dispositivo vibrante si connette al telefono tramite Bluetooth; sfrutta la connessione Gps per guidarti nel tuo girovagare. Il funzionamento è semplice. Apro la app dedicata, mando una vibrazione prima alla scarpa sinistra, poi alla destra, per controllare che siano connesse. A questo punto inserisco la destinazione, che mi viene indicata su un foglio dalla guida, una ragazza con gli occhi nocciola e un volto simmetrico tempestato di lentiggini. Da lì in poi, mi dimentico il cellulare in tasca. Esco dall’ombra dell’InGracia e mi incammino sotto il sole di Barcellona. L’app usa Google Maps per calcolare il percorso e ti avverte di quello che devi fare mandando impulsi alle scarpe, un po’ come succede con l’Apple Watch e l’applicazione Mappe. Quando devo girare a sinistra, la scarpa sinistra vibra. Idem la destra. Una doppia vibrazione mi indica che devo tornare indietro. Tre segnalano l’arrivo alla meta. Niente di più semplice. Facciamo un giro nel quartiere di Gracia; ci spiega la ragazza delle lentiggini che il distretto un tempo era un paese a sè, staccato da Barcellona, poi riassorbito nella grande città. Raggiungiamo Placa de la Vila, dove c’è il palazzo del Municipio. Le scarpe festeggiano con una tripla vibrazione. Il sole splende, è pieno di gente che beve cava e birrette seduta ai tavolini dei bar e un bambino corre. È già ora di tornare. Essere guidato dalle Sneakair all’inizio è stata strana, ogni volta che vengo colpito da una scossa mi sembra di essere un po’ in Call of Duty, un po’ in uno di quei giochi lasertag. Mi dovrò abituare all’idea che anche i piedi possano vibrare. Se il futuro è wearable, dovremo abituarci tutti. Destra, sinistra, sinistra. La strada è semplice. Le scarpe funzionano con una discreta precisione. Il problema più grosso, per ora, sono le batterie. Durano 3 ore e si caricano solo estraendo il modulo dalle scarpe e attaccandolo a una presa. Sfruttassero l’energia del camminare per ricaricarsi, o almeno un sistema wireless, le scarpe intelligenti di easyJet sarebbero intelligentissime. L’uso di altre mappe, oltre a quelle di Google, potrebbe essere molto utile. Per passeggiare in montagna, affidandosi a una app dedicata ai sentieri, per esempio. E la possibilità di mettere in sharing le proprie mappe per camminare in città? Le Sneakair sono una finestra su un futuro dove avrò sempre più tecnologia addosso e l’occhio sempre meno attaccato allo smartphone. Almeno in vacanza.

di Alessandro Scarano

www.gqitalia.it

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