Bad Bank, cessione dei crediti deteriorati e regole UE: il mercato scommette sulla svolta. Ecco cosa bolle in pentola

Qualcosa bolle nella pentola del settore bancario. Martedì mattina a Piazza Affari il titolo di Monte dei Paschi di Siena ha spiccato il volo correndo a +4% a circa 1,887 euro. Secondo gli operatori la spiegazione del forte rialzo su MPS è legata al dossier bad bank. Dopo qualche mese di silenzio, pare che il mercato stia scommettendo su un’imminente svolta sul fronte della cessione di 1,8 miliardi di sofferenze detenute dalla banca senese.

La spinta al rialzo di MPS, su cui i crediti deteriorati totali al netto delle rettifiche hanno un’incidenza superiore al 250% sul patrimonio, arriva proprio alla vigilia di una serie di incontri tra il Tesoro italiano e la Commissione UE.

Il tema è tornato agli onori della cronaca in seguito ad alcune dichiarazioni del Ministro dell’economia Padoan e del portavoce della commissaria alla concorrenza Margrethe Vestager che ha confessato di essere “in contatto stretto e costruttivo con le autorità italiane” sulle riforme pianificate del settore bancario, inclusa l’ipotesi di bad bank.

Ipotesi che lo stesso Padoan pochi giorni fa ha rivelato non essere “accantonata”. A quanto si apprende da indiscrezioni di stampa la commissaria UE alla concorrenza avrebbe preso spunto dalle iniziative di altri Paesi europei per la cessione di crediti deteriorati per aiutare le autorità italiane ad identificare il modo più appropriato per affrontare il tema della bad bank.

In particolare – spiega Vastager – “abbiamo condiviso con le autorità italiane gli elementi tecnici che devono essere considerati quando si crea una bad bank in linea con le regole UE, nonché gli elementi tecnici per creare, ad esempio, meccanismi che sostengano i prestiti alle pmi”.

In sostanza, la Commissione UE sta spiegando all’Italia come creare una bad bank per i crediti deteriorati del sistema bancario senza però incorrere negli aiuti di Stato vietati a livello europeo. Ci sarebbero delle “scappatoie” tecniche per gestire i crediti deteriorati senza contravvenire le regole della concorrenza.

Domani la commissaria sarà a Roma per incontrare il Presidente dell’autorità italiana Giovanni Pitruzzella. Mentre giovedì è in programma un’audizione alle commissioni industria ed Europa di Camera e Senato dove incontrerà il sottosegretario agli affari europei Gozi, il ministro dello Sviluppo economico Guidi, il ministro dell’Economia Padoan, il Governatore di Bankitalia Visco e il vicedirettore generale Panetta.

I prossimi giorni quindi potrebbero essere quelli della svolta per la creazione di un veicolo societario partecipato dallo Stato e da privati. Il Tesoro italiano punta ad ottenere il via libera europeo al progetto per una bad bank di sistema accettando le richieste del commissario alla concorrenza come il fatto che le garanzie siano pagate con tassi di mercato (o molto vicini), in modo da evitare che si possa parlare di aiuti di Stato.

Molti sono ancora i nodi da sciogliere. In primis il sistema di calcolo del prezzo dei pacchetti di crediti deteriorati di cui le banche italiane vogliono liberarsi. La bad bank potrebbe acquisire le sofferenze garantite ad un prezzo stabilito in base ad un algoritmo con vari parametri, risultando di un valore leggermente superiore a quello di mercato, ma non tale da determinare il rischio di aiuti di Stato.

Le banche maggiormente beneficiarie di una bad bank italiana sarebbero quelle più esposte ai crediti deteriorati, ovvero Monte dei Paschi di Siena e Banco Popolare che infatti viaggiano entrambe in territorio positivo a Piazza Affari, in rialzo rispettivamente del 4,02% e del 3,27% a metà seduta.

Ma nella partita dello Stato sulla bad bank potrebbe entrare anche Cassa Deposito e Prestiti. Sul teme infatti, Andrea Guerra, consigliere economico del Premier, ha recentemente dichiarato che CDP “può servire per l’internazionalizzazione delle imprese, per le infrastrutture e magari anche per la bad bank”.

Prospettiva pericolosa di cui abbiamo già parlato quando il premier ha fatto carte false per cambiare i vertici di CDP. Il tema è molto scottante. CDP potrebbe entrare nella partita ed essere utilizzata dal Governo per aggirare le regole europee sulla concorrenza. Ma ciò significherebbe accollarsi i crediti deteriorati del sistema bancario e salvare le banche italiane mettendo a rischio i risparmi postali degli italiani.

Fonte:http://it.ibtimes.com/bad-bank-cessione-dei-crediti-deteriorati-e-regole-ue-il-mercato-scommette-sulla-svolta-ecco-cosa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *