Il prossimo trucchetto di Renzi: evitare l’aumento della benzina alzando IRES e IRAP sulle imprese. Squinzi alza la voce contro il Governo

Tra il G7 in Baviera, il rinnovato scandalo di mafia capitale e il tema evergreen delle pensioni, pare che in questi giorni la politica si sia dimenticata che il primo luglio entrerà in vigore la clausola di salvaguardia con l’aumento automatico della benzina.

Zitti zitti, il premier Renzi e il Ministro dell’Economia Padoan stanno cercando di disinnescare la clausola di salvagurdia così come promesso in tv nelle scorse settimane. E così mentre stampa e politica parlano d’altro il Governo sta mettendo a punto un bel trucchetto che eviterà l’aumento della benzina il prossimo primo del mese, ma ricadrà tutto sulle spalle di piccole e grandi imprese. Ormai l’annuncio in tv è stato fatto: “non ci sarà alcun aumento della benzina a luglio” e le promesse vanno mantenute. Ma a scapito di chi? Quello è un altro discorso.

Ma facciamo un passo indietro. Con la bocciatura del reverse charge da parte di Bruxelles nei conti pubblici italiani si è creato un buco da 728 milioni di euro che ha innescato la clausola di salvaguardia che prevede l’aumento della benzina il primo luglio. Il Governo ha subito pensato di coprire il buco nei conti pubblici grazie ai quattrini che entraranno in cassa grazie alla Voluntary disclosure messi a bilancio sotto il nome di “lotta all’evasione fiscale”.

Il problema è che la lotta all’evasione fiscale del Governo, almeno per il momento, non ha raccolto le cifre sperate ed è ben lontana dal poter ricoprire il buco creato dalla bocciatura del reverse charge. Il 4 giugno scorso il Sottosegretario all’Economia Enrico Zanetti, nell’ambito di un’interrogazione parlamentare ha rivelato i dati sulla voluntary disclosure: “Da una rilevazione del 18 maggio scorso su 1.288 istanze presentate gli imponibili oggetto di emersione ammontavano a circa 260 milioni per le imposte dirette, 16 milioni per l’Irap e 12 per l’Iva”. La scadenza per le adesioni è fissata al 30 settembre, ma al momento le cifre non permettono di sperare in un gettito sufficiente a coprire tutti i pasticci del Governo. Anche perchè – come sottolinea Mario Seminerio – Zanetti parla di imponibile e non di gettito, che sono due cose ben diverse.

Ed è qui, sull’insufficienza del gettito della voluntary disclosure, che entrano in gioco le imprese italiane. Il decreto legge per evitare l’aumento della benzina infatti, prevede che con un decreto del ministero dell’Economia “da emanare entro il 31 ottobre 2015, verrà stabilito l’aumento degli acconti ai fini dell’Ires e dell’Irap, dovuti per il periodo d’imposta 2015”.

Quando si mettono a bilancio gettiti ipotetici come il reverse charge e lo split payment, o non quantificabili come la lotta all’evasione e il taglio di spesa il risultato rischia di essere questo. Il trucchetto pensato dal Governo ha fatto alzare la voce anche al Presidente degli industriali Squinzi che ha dichiarato: “Confindustria sarà al fianco del governo e lo incoraggerà e aiuterà ogni volta che le misure che adotterà saranno coerenti con la visione di sviluppo che abbiamo tratteggiato. Ma non ci sottrarremo dal manifestare il nostro dissenso e porto come ultimo esempio di una casistica non facilmente comprensibile la novità sul fronte della reverse charge dove per un errore dell’amministrazione il prossimo consiglio dei ministri potrebbe supplire con l’aumento degli acconti Ires e Irap, quando il Governo si muoverà in direzione opposta a quella visione”.

Ovviamente aumentare l’acconto di IRES e IRAP significare aumentare il gettito complessivo a carico delle imprese per il 2015 e quindi rimangiarsi temporaneamente il tanto sbandierato taglio dell’IRAP previsto dall’ultima legge di stabilità chiedendo l’ennesimo prestito forzoso alle imprese: già il governo Letta, infatti, chiese alle imprese un accontro del 110% .

Ma non è finita qui, la barzelletta continua. Come spiega il Sole 24Ore “per compensare le eventuali minori entrate che si dovessero generare per effetto dell’aumento degli acconti delle imprese, dal 1 gennaio 2016 si tornerà a parlare nuovamente di possibile caro-benzina con l’aumento delle accise”. Insomma, si tratta semplicemente di una toppa per rimandare il problema all’anno prossimo, nella speranza che una ripresa vera nel corso del 2015 possa risolvere i problemi che il governo continua ad accumulare.

Fonte: http://it.ibtimes.com/il-prossimo-trucchetto-di-renzi-evitare-laumento-della-benzina-alzando-ires-e-irap-sulle-imprese

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