I computer vintage fatti per davvero di ghiaccio, roccia o miele

Di miele, di terra o di roccia. Due industrial designer americani hanno provato a immaginare computer fatti con questi inusuali materiali. Materiali che, spiegano Hank Beyer e Alex Sizemore, rappresentano l’animo di diversi territori statunitensi. Ne è nato così il progetto For the Rest of Us, che è anche un libro.

Per due anni gli autori del lavoro hanno esplorato gli stati di Ohio, Kentucky, Michigan e New York alla ricerca di risorse tipiche delle varie zone e di tutto cioè che a esse è associato: processi produttivi, persone, storia, valori… Con i materiali selezionati hanno ricreato uno degli oggetti più comuni della vita moderna (o quasi, visto che il riferimento sono i primi pc, ormai superati da smartphone e notebook): il computer.

“Per illustrare le nostre scoperte e come sostegno nell’immaginare la materialità non convenzionale nella vita di tutti i giorni, abbiamo scelto di reinterpretare l’archetipo di un computer desktop, spiegano. “Essendo uno degli oggetti più riconoscibili degli ultimi tre decenni, fornisce un punto di familiarità che consente a un individuo di inserirsi in una realtà alternativa. Fornendo questo punto di accesso all’improvviso l’astratto, l’ironico, l’umoristico e l’altro mondo possono essere considerati, messi in discussione, discussi e scoperti”.

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