Facebook ha cambiato nome al portafoglio della sua criptovaluta Libra

(Photo by Hakan Nural/Anadolu Agency via Getty Images)

Novità in casa Facebook per quanto riguarda il progetto Libra. Calibra, il portafoglio digitale pensato dal colosso dei social network per la sua criptovaluta, cambia nome e d’ora in poi si chiamerà Novi. Insieme al nuovo nome, che nasce dall’unione delle parole latine “nova” e “via” (nuova via), il wallet avrà anche un nuovo logo, per archiviare definitivamente anche la vicenda che ha visto il social accusato di plagio proprio per via del marchio scelto per il suo portafoglio.

A parte il cambio del nome, la app Novi svolgerà essenzialmente le stesse funzioni previste per Calibra, e sarà gestita da una nuova controllata di Facebook nata esplicitamente per la gestione di questo servizio, la Novi Financial. In sostanza, il portafoglio digitale, che, come ricorda il sito dedicato, non è ancora operativo, permetterà agli utenti di scambiare e gestire le valute digitali integrate a Libra. Sarà quindi possibile inviare denaro e fare transazioni direttamente dalla app e, sebbene autonoma, le sue funzioni saranno anche integrate a WhatsApp e Messenger.

“Anche se abbiamo cambiato il nome non abbiamo cambiato il nostro impegno a lungo termine nell’aiutare le persone in tutto il mondo ad accedere ai servizi finanziari”, spiega l’ex manager di PayPal David Marcus, ora a capo di Novi. Anche questo sistema di pagamento si basa sulla tecnologia blockchain e, come si legge, in un primo momento permetterà di scambiare senza costi nascosti sia la criptovaluta Libra, quando sarà attiva, sia altre valute nazionali, tra cui l’euro, il dollaro americano o la sterlina.

Un portafoglio internazionale

Su questo aspetto, peraltro, la mutilata Libra Association, il consorzio di società che gestisce il progetto della criptovaluta, si era pronunciata a marzo di quest’anno per allargare il paniere delle valute digitali integrate al sistema di pagamento, inserendo anche la versione digitale di diverse valute nazionali. In questo modo, Facebook e le altre società cercano di venire incontro alle pressioni delle autorità finanziarie internazionali che fin dall’annuncio della nascita di Libra hanno sollevato dubbi e opposto grandi resistenze al progetto, frenandone di fatto l’evoluzione.

Secondo quanto riportato, tramite Novi sarà anche possibile acquistare le valute digitali supportate dal sistema di pagamento di Libra tramite la propria valuta, e sarà anche possibile convertire poi Libra nelle valute nazionali. Per accedere ai vari servizi offerti da Novi, basteranno i dati del proprio documento d’identità rilasciato dallo stato, e l’app garantirà i necessari controlli antifrode e antiriciclaggio. Inoltre, la cronologia delle transazioni sarà visibile solo agli utenti, si legge ancora sul sito.

Nei piani della società c’è anche un’apertura all’uso di questo sistema di pagamento anche per esercizi commerciali ed ecommerce, anche se in un primo momento Novi sarà utilizzato prevalentemente per transazioni peer-to-peer.

Per quanto riguarda i tempi, invece, non vengono stabilite date per l’entrata in funzione del wallet Novi, che del resto dipende da quando sarà effettivamente operativo il sistema di pagamenti della criptovaluta Libra. Si pensa comunque che in una prima fase il portafoglio digitale verrà introdotto soltanto in alcune nazioni, probabilmente quelle che si sono mostrate un po’ più accondiscendenti con l’intero progetto, dato che le frizioni e le opposizioni di molti paesi non sembrano essersi affievolite.

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