N26, quando la banca somiglia alla vita di ogni giorno


Preoccuparsi delle proprie finanze, guardando anche al medio-lungo termine in una stagione di incertezze come quella che viviamo, è più importante che mai. Troppo spesso però si preferisce accantonare il problema perché non è facile confrontarsi con il mondo delle banche e della gestione dei propri soldi, soprattutto quando è scarsa la consapevolezza degli strumenti e del linguaggio. Esiste anche una sorta di timore riverenziale verso player che hanno fatto la storia del settore ma che, proprio per questo, appaiono irraggiungibili dalla gente comune.

È tempo insomma di liberarsi dai pregiudizi, ma anche dalla paura di saperne troppo poco, per intraprendere un rapporto più paritario e costruttivo con chi ci aiuta a gestire le nostre entrate e uscite. Ecco perché N26 ha deciso di avviare una aperta e massiccia conversazione online sul mondo bancario, all’insegna dell’hashtag #tuttosullabanca. Rigidità e formalismi, non fanno parte della storia di N26 che, nata in Germania nel 2013, ha tagliato nel 2020 il traguardo dei 5 milioni di utenti ed è presente in oltre venti paesi, anche in Italia dal 2017, esclusivamente in digitale.

In digitale si attivano i servizi, semplicemente da smartphone o dal web, e si offre agli utenti un’esperienza bancaria in linea con tantissime altre del quotidiano, dallo shopping al booking per le vacanze, ad esempio. Ma digitale è anche la visione culturale di come dovrebbe operare una banca nel ventunesimo secolo, rinunciando a quell’approccio che finisce per diventare gerarchico e favorire la subalternità del cliente: troppa carta, termini incomprensibili e l’incapacità di rispondere anche a domande immediate.

La chiarezza è tanto più necessaria in una fase come quella attuale: come rivela l’indagine globale condotta su un campione di oltre diecimila persone lo scorso aprile, nell’ambito della Big Banking Chat promossa da N26, il 49 per cento di coloro che rispondono è preoccupato quando pensa alle sue finanze; il 75 per cento ha già cambiato le sue abitudini d’acquisto a causa dell’emergenza Covid-19. Un 45 per cento degli interessati è piuttosto seccato dal rapporto con la sua banca; due clienti su tre dichiarano di aver subito costi aggiuntivi inaspettati dal loro istituto. In generale manca la fiducia, ma anche l’idea che questi attori siano abbastanza flessibili da venire incontro alle vere esigenze delle persone.

Ma le cose possono cambiare, optando per i servizi di una banca che somiglia allo stile di vita degli utenti a cui si rivolge, tenendo però conto delle differenze dei loro bisogni, quindi con più tipologie di conti per privati e business. La semplicità è nell’accesso: aprire il conto richiede pochi minuti, lo si può fare direttamente dal proprio smartphone e nessun costo di apertura e di gestione è previsto per la versione standard. Bastano pochi minuti e la verifica dell’identità per iniziare a utilizzare il conto e la carta, ancora prima che questa venga consegnata a casa. Ogni movimento sul conto è notificato attraverso una semplice notifica push, e anche il prospetto delle spese mensili è concepito per favorire subito una visione chiara delle singole voci che drenano soldi. Anche allocare soldi per singoli obiettivi di risparmio è semplice, con la funzione Spaces. E se è vero che anche le banche tradizionali sono ormai online con i corrispettivi servizi digitali, N26 nasce con un approccio totalmente pensato per valorizzare l’esperienza d’uso, anche perché non ci sono sportelli fisici a cui eventualmente rivolgersi né altre banche tradizionali a cui appoggiarsi (il supporto clienti, è presente via app in italiano e altre quattro lingue ed è disponibile 7 giorni su 7). In compenso, però, in assenza di filiali, si può depositare e prelevare contanti in oltre 500 supermercati convenzionati in tutta Italia, grazie alla funzione CASH26 che genera un codice a barre in app: mostrandolo in cassa, sarà possibile prelevare o depositare contanti sul proprio conto in tempo reale. E i prelievi sono illimitati e gratuiti da ogni sportello automatico in Italia e nella zona euro.

Come gli eventi in corsa stanno dimostrando, il digitale diventa ancora più centrale nei momenti di crisi, quando i vecchi schemi saltano. La funzionalità che permette ai clienti di non aspettare l’arrivo della carta fisica ma di aggiungere una versione digitale nel portafoglio mobile Apple o Google nell’attesa, è stata accelerata dalla casa madre proprio per aiutare i clienti in questa fase complicata dovuta all’emergenza Covid-19, in cui non si può operare come prima. Un dettaglio che racconta molto sull’approccio di una banca che, essendo only mobile, tanto più deve innovare e migliorare sempre il suo unico prodotto, la user experience digitale del cliente. Tuttavia, N26 banca lo è proprio nel senso tecnico nel termine: opera infatti con la licenza bancaria europea sotto la Bce e risponde all’autorità di regolamentazione finanziaria tedesca. Affidabilità tedesca, ma da aprile 2020 ogni cliente riceve un Iban italiano per usare il conto N26 con ancora più facilità per tutte le operazioni bancarie quotidiane.

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