I formati canonici di pasta Barilla cambiano (e il grano sarà tutto italiano)

Tra le certezze degli italiani resta la pasta ma anche su quel fronte, almeno in casa Barilla, sono in arrivo cambiamenti importanti, che non  passeranno inosservati al consumatore. Come annunciato infatti dalla multinazionale di Parma, la sua pasta classica subirà un rinnovamento che investirà i dieci formati principali del brand. Coinvolti nel restyling, saranno gli  spaghetti n.5 (ma anche quelli grossi e gli spaghettoni), che vedranno aumentare il proprio diametro; i fusilli n.98 saranno ridisegnati nella forma; e poi ancora, tra gli altri, penne, mezze penne, mezze maniche, tortiglioni, rigatoni e linguine che aumenteranno di spessore. Cambiamenti di forma ma soprattutto di sostanza per prodotti che integreranno quattro varietà di grani duri coltivati in tredici regioni italiane, per un prodotto che, dal punto di vista della materia prima, parlerà solo l’idioma nazionale. L’azienda infatti ha deciso di rinnovare la sua pasta classica con grani duri esclusivamente italiani.

Ma anche le confezioni muteranno look: via i toni scuri a favore di un azzurro più solare e, per chi ricicla, più semplicità, perché tutto il materiale è in cartoncino di fibra vergine e quindi andrà, senza ulteriori scomposizioni, nel bidone riservato alla carta.  Se da un lato, come dichiarato dal vicepresidente Paolo Barilla, “il prodotto finale è solo il risultato più evidente” nel punto di arrivo confluiscono “molti anni di ricerca sulla materia prima e di lavoro sull’intera filiera, frutto degli accordi realizzati con oltre 8mila agricoltori italiani e del Protocollo d’intesa siglato a fine dello scorso anno con il Ministero dell’Agricoltura”.

Allo scorso dicembre infatti risale l’accordo triennale per il grano duro italiano firmato a Roma tra Mipaaf e Barilla, con il quale il gruppo si impegnava, da parte sua, ad aumentare gli acquisti di grano duro italiano, per un totale di 120mila tonnellate aggiuntive rispetto al 2019 per la campagna granaria dell’anno in corso; Barilla si adoperava anche a sottoscrivere contratti di filiera annuali o pluriennali per almeno il 70% delle proprie forniture annuali di grano duro italiano nel 2020. Più acquisti di grando duro italiano prodotto secondo il Manifesto del Grano Duro Barilla, definito “una dichiarazione di intenti e obiettivi concreti”. Articolato in dieci punti,  definisce le peculiarità del grano ma rimarca anche l’importanza delle comunità dei partner agricoli che costituiscono la filiera, delle pratiche responsabili per diminuire l’impatto sull’ambiente e degli strumenti innovativi.

I cambiamenti annunciati saranno particolarmente interessanti quindi per i puristi dei formati ma anche per quei consumatori particolarmente attenti alla provenienza delle materie prime (un tema sempre foriero di dibattito, soprattutto per un marchio simbolo di italianità nel mondo). Un aspetto, quello della provenienza, monitorabile, non solo per la pasta, ma anche per altri prodotti della casa emiliana, sulla piattaforma Guardatustesso.

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