Il Mit ha dato i voti alle app di contact tracing usate nel mondo

Il dibattito sulle app di contact tracing è quanto mai aperto: da Apple e Google che hanno ribadito, di recente, quali regole debbano essere rispettate nel caso le autorità sanitarie locali siano intenzionate a usare l’interfaccia studiata dai due, fino a Immuni, l’app scelta dal governo italiano e su cui il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica (Copasir) darà il proprio parere il 13 maggio.

Ma sono tanti i paesi del mondo che hanno deciso di adottare questo tipo di tecnologia, considerata fondamentale per poter controllare il contagio e limitarne la diffusione. Il Massachusetts Institute of Technology (Mit), una delle università americane più importanti nell’ambito delle ricerca e dell’innovazione tecnologica, ha deciso di valutare quelle utilizzate fino a questo momento in tutto il mondo, assegnando un punteggio da zero a cinque stelle in base ad alcuni criteri come utilizzo e archiviazione di dati, trasparenza nelle policy e nel design e possibilità di scaricarla in maniera più o meno volontaria.

Le pagelle del Mit

Le app oggetto di studio del Mit sono 25 e sono quelle utilizzate da vari paesi del mondo: dall’Australia fino al Ghana, passando per Regno Unito, Cina e Bulgaria. “Quando abbiamo iniziato a confrontare le app in tutto il mondo, ci siamo resi conto che non esisteva un archivio centrale di informazioni; solo dati incompleti, in continua evoluzione, distribuiti su una vasta gamma di fonti. Né c’era un unico approccio standard adottato da sviluppatori e responsabili politici”, hanno spiegato i ricercatori dell’università americana.

La compilazione di questo database è, comunque, soggetta a modifiche, ma da un primo esame si può già comprendere quali siano le applicazioni più apprezzate e meglio sviluppate. A ottenere 5 stelle sono le app di Australia, Austria, Repubblica Ceca, Islanda, Israele, Norvegia e Singapore. Ad accomunarle ci sono: la possibilità di utilizzarle in maniera volontaria, l’impiego dei dati raccolti (solo in materia di salute pubblica nell’ambito dei provvedimenti di contrasto alla pandemia), la cancellazione di quanto raccolto dopo un breve periodo di tempo e, infine, una spiegazione chiara delle policy di utilizzo. A differenziarle, invece, c’è la tecnologia usata: per alcune il bluetooth, per altre il gps.

Chi, invece, non si è guadagnata nessuna stella è la Cina che, in tutti e cinque i campi presi in esame, risulta carente. La valutazione è dipesa, soprattutto, dalla mancanza di informazioni certificate che aiutassero a capirne il funzionamento. Male anche la Turchia, l’Irlanda e la Francia: solo una stella. Per quanto riguarda l’Italia, il Mit ha valutato con quattro stelle la nostra Immuni, almeno basandosi sulle prime informazioni trapelate dagli sviluppatori di Bending Spoons.

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