Dall’ecobonus al 110% al turismo, cosa c’è nel Decreto rilancio

Giuseppe Conte (foto: Jacopo Landi/NurPhoto via Getty Images)

Approda in Consiglio dei ministri il cosiddetto Decreto rilancio, fino al mese scorso conosciuto anche come “Decreto aprile”. Il testo, che al momento è una bozza di 258 articoli, prevede interventi per il rilancio del paese durante questa fase due dell’emergenza Covid-19, con un piano di intervento da 55 miliardi di euro in diversi settori.

Imprese e lavoro

Tra le componenti più corpose ci sono le misure relative a imprese e lavoro. Per le piccole e medie imprese, gli artigiani, i commercianti e gli autonomi con ricavi fino a 5 milioni di euro sono previsti dei contributi a fondo perduto a partire da un minimo di 1.000 euro. Questo sostegno è pensato per le attività che hanno subito perdite di almeno due terzi del fatturato in base al confronto tra il mese di aprile 2020 e l’aprile del 2019. Per le imprese e le attività che riportano un calo di fatturato di almeno il 50% è anche previsto un credito di imposta fino al 60% dell’affitto.

Sempre per le imprese si impone il divieto di licenziamento e la possibilità di un intervento da parte di regioni, province ed enti locali per anticipare sostegni rimborsabili o garantire agevolazioni fiscali. Tra le proposte ancora in discussione c’è anche l’abolizione del saldo Irap di giugno, e lo slittamento a settembre di scadenze fiscali come Iva, contributi previdenziali e contributi Inail. Vi è inoltre uno stanziamento da 600 milioni di euro destinato a coprire la riduzione delle bollette elettriche da parte dell’Autorità di regolazione dell’energia (Arera), soprattutto per piccole attività produttive e commerciali.

Altre misure per il lavoro prevedono poi la conferma del bonus per gli autonomi e le partite Iva, che passa da 600 euro a 800 euro per il mese di aprile e sale fino a 1.000 euro per chi dimostra di aver subito un calo di fatturato fino al 33% rispetto all’aprile 2019. Vengono prorogate poi anche la cassa integrazione per altre nove settimane e le indennità di disoccupazione se in scadenza.

Famiglie

Nel decreto viene esteso anche il bonus da 600 euro per colf e badanti, ed è previsto un nuovo reddito di emergenza per chi non percepisce altre indennità. Questo reddito di emergenza è destinato a famiglie con Isee inferiore ai 15mila euro e patrimonio entro i 10mila euro, e garantisce un sostegno che va da un minimo di 400 euro a un massimo di 800 euro in base alle condizioni.

Sempre nel capitolo famiglie c’è l’incremento del bonus baby sitter da 600 a 1.200 euro per chi ha figli con età inferiore a 12 anni, sarà prolungata la possibilità dello smart working per i genitori dipendenti con figli di età inferiore ai 14 anni e viene esteso anche il congedo parentale retribuito al 50% per chi ha figli fino a 12 anni di età.

Tra i provvedimenti c’è anche la proposta di un ecobonus al 110%, sotto forma di credito di imposta, per i lavori di ristrutturazione, manutenzione e riqualificazione energetica svolti entro la fine del 2021.

Sanità

Ci sono poi misure di investimento che riguardane il settore sanitario, dove si prevede l’abolizione dell’Iva sulle mascherine e i gel igienizzanti, e un premio fino a 1.000 euro per gli operatori sanitari, i medici, gli infermieri e i tecnici in prima linea durante l’emergenza. Inoltre, è anche previsto un piano di assunzioni di oltre 10mila nuovi infermieri e la creazione di 3.500 posti di terapia intensiva strutturali.

Turismo

Infine, c’è un capitolo dedicato al turismo che prevede un bonus di 1.000 euro per i lavoratori stagionali del settore e incentivi alle famiglie per fare le vacanze in Italia. In questo caso si tratta di un credito per famiglie con Isee inferiore a 35mila euro e spendibile tra luglio e dicembre 2020 per un ammontare di 500 euro nel caso di una famiglia, che scendono a 300 nel caso di un nucleo composto da due persone e a 150 euro per quelli da una persona.

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