Una collaborazione per sostenere gli sforzi anti Covid-19 in Emilia

(foto: via Getty Images)

L’emergenza Covid-19 ha spinto  le imprese a dover attuare, simultaneamente, più processi allo stesso tempo, per tutelare la forza lavoro, metterla – quando possibile – in condizione di continuare a garantire la presenza fisica negli stabilimenti o, diversamente, da remoto, con un occhio anche alle esigenze extralavorative.

Molte aziende nel nostro paese hanno anche deciso di dare una mano alle massime urgenze del momento, dei territori e del paese, attuando quindi una riconversione totale o parziale della produzione, un processo certamente più semplice laddove ci sono già competenze (in termini di background dei professionisti, ma anche di presenza di laboratori, macchinari, ecc).

Una dinamica a cui ha aderito anche Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna, che in Emilia, oltre allo storico stabilimento di Zola Pedrosa, conta anche quello nel comune di Valsamoggia, connotato da un peculiare know how, essendo dedicato alla prototipazione e produzione di quei prodotti alternativi che dovrebbero aiutare la transizione dei fumatori mondiali verso altre abitudini, con strumenti che non bruciano ma scaldano il tabacco (simbolo stesso della metamorfosi più ampia a cui tende il produttore quando parla di progettare un futuro senza fumo).

Come annunciato qualche giorno fa, l’azienda si impegnerà, in questa fase in cui perdura l’emergenza Covid-19, a produrre un preparato antisettico per le mani, da distribuire gratuitamente, destinato ad aziende sanitari e case residenze anziani del’Emilia Romagna. Come spiegato in una nota, è un processo che parte in seguito all’approvazione di una delibera della giunta regionale che lo consente alle aziende private; la regione ha poi affidato all’agenzia ambientale Arpae l’impegno di avviare le collaborazioni con i privati, per allestire il prodotto e distribuirlo.

Trattasi di rinconversione, quindi, sebbene a titolo temporaneo, con un orizzonte che guarda a luglio: Philip Morris produrrà quindi il liquido, facendosi carico dell’approviggionamento dei componenti, e a confezionamento avvenuto trasporterà i flaconi di 10 litri ai punti di raccolta individuati dall’ente regionale.

Sempre nell’ambito dei dispositivi ai fini della prevenzione del contagio l’azienda ha anche distribuito, in precedenza, mascherine a lavoratori, coltivatori della filiera tabacchicola e tabaccai. Niente variazioni di sorta sul fronte degli investimenti agricoli in Italia: nel 2019, a marzo, era stato concordato da Philip Morris con il ministero delle politiche agricole, il verbale di intesa programmatica, su più anni, per garantire sostegno alla filiera tabacchicola. Come sottolineava all’epoca anche Coldiretti, era un accordo importante considerando che peso dell’Italia come paese produttore nella Ue; inoltre sebbene la tabacchicoltura sia diffusa in diverse regioni da Nord a Sud, il grosso è coltivato in quattro territori (Campania, Umbria, Veneto, Toscana). Un tema rilevante in una fase in cui tutte le filiere si confrontano con l’incertezza del post Covid.

 

 

 

 

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