Come gli smart locker cambieranno negozi e ristoranti

Gli smart locker rappresentano una delle ultime rivoluzioni nel settore della distribuzione, soprattutto se si considera “l’ultimo miglio“. Si stanno diffondendo soprattutto nelle grandi città sia grazie ad Amazon che le grandi catene di supermercati come, per esempio Coop, Carrefour ed Esselunga. Il principio è quello di disporre di cassetti chiusi, in alcuni casi refrigerati, che il singolo utente tramite smartphone o codice può impiegare per ritirare merce, spesa, pacchi, etc. Si pensi quindi agli Amazon Locker, quelli di Pizza Hut oppure quelli Ikea.

Il reale potenziale di questi “armadietti” intelligenti però è ancora da esplorare e non deve stupire quindi che si stiano affacciando sul mercato nuovi servizi correlati e tecnologie integrate. Perché la consegna casa è comoda in molti frangenti, ma la verità è che la maggior parte del tempo (Covid permettendo) si consuma al di fuori delle mura domestiche e le esigenze possono cambiare a seconda del momento della giornata. Ecco una panoramica sugli smart locker che stanno delineando il futuro del settore.

Il via libera dell’Agcom

Il 29 aprile l’Autorità garante delle comunicazioni (Agcom) ha avviato un’istruttoria “per definire misure che possano incentivare l’utilizzo di armadietti automatici (lockers) per la consegna e la raccolta dei pacchi”. Questa modalità appare infatti come “la più adatta ad uno scenario di distanziamento fisico prolungato nel tempo”. L’idea è che non solo possa profilarsi come più efficiente della consegna a casa, ma potrebbe tutelare maggiormente l’ambiente grazie alla decongestione del traffico cittadino. L’obiettivo dell’Agcom, in sintesi, è di “individuare misure regolamentari per favorire la diffusione e incentivare l’utilizzo dei lockers e di formulare eventuali proposte e segnalazioni agli altri soggetti interessati sia pubblici che privati”.

Delò

La startup Streeteat ha messo a punto il nuovo servizio Delò – parola macedonia composta da delivery e locker. In pratica tramite l’app omonima si può scegliere uno o più piatti da un menu e ritirarli a pranzo o cena direttamente dagli armadi refrigerati intelligenti. Ovviamente il servizio prevede che per il posizionamento dello smart locker vi sia un accordo con un’azienda, un amministratore di stabili oppure un referente che possa assicurare potenzialmente un certo numero di pasti giornalieri acquistati. Per esempio Streeteat è attualmente in trattativa con diverse società che vogliono assicurare ai propri dipendenti una ristorazione più flessibile.

Smart Locker Streeteat Delò

Delò è interamente gestibile via app (Android e iOs). Normalmente l’utente seleziona 24 ore prima del pasto il menu desiderato. Il giorno dopo, un addetto di Delò si occupa di effettuare le consegne. L’utente non deve far altro che digitare il codice ricevuto via app sul pannello dell’armadietto assegnato. Dopodiché bastano un paio di minuti nel microonde, posizionato in una specifica area, per ravvivare la pietanza. Da sottolineare che ogni confezione è sigillata in atmosfera modificata per preservarne ogni caratteristica. Non manca l’opzione “Deluxe” che permette solo ad alcune persone abilitate di ordinare la mattina stessa del giorno della consegna.

Noi creiamo dei sistemi, i modelli, l’aggregazione. Anche sui locker abbiamo dovuto individuare un produttore che realizzasse dei modelli refrigerati ad hoc capaci di ospitare 48 pasti; la maggior parte di quelli presenti sul mercato sono da circa una dozzina”, spiega Giuseppe Castronovo, amministratore delegato di Streeteat: “Siamo i primi al mondo ad aver disegnato un sistema di questo tipo”.

Serving Box

Serving Box è una specialista nello sviluppo e produzione di smart locker. È una delle realtà all’avanguardia nel settore che ha realizzato soluzioni specifiche dedicate al mondo della ristorazione, della farmaceutica, del settore alberghiero e del retail. Fra i clienti vi è anche Autogrill con l’ordine remoto via app, ma una delle realtà più curiose è legata al bistrot Gastronomia Torino. Quest’ultimo ha allestito diversi “armadietti” con ampi display touch, posizionati tra la zona cucina e la sala, che consentono di scegliere fra diverse pietanze. Il cliente effettua il suo ordine sul pannello e si accomoda. Quando le pietanze sono pronte, vengono posizionate nel locker tramite lo sportello posteriore. A quel punto il display anteriore mostra il nome del cliente e si può procedere con il ritiro. Un dettaglio chiave è che gli schermi possono essere personalizzati con wallpaper digitali o anche abilitati alla modalità trasparente.

Gastronomia Torino

Insomma, qualsiasi ristoratore potenzialmente potrebbe allestire la propria sala come un mosaico di smart locker. Un impiego analogo si sta sperimentando anche nel mondo dell’ospitalità e del retail, sebbene in tal senso sembra essere più ricettivo il mercato straniero: nei mercati orientali la consegna in camera di albergo tramite locker è ben vista.

Un esempio di locker retail Serving Box

Quando gli “armadietti” vengono abbinati a un sistema di magazzino robotizzato si entra in una nuova dimensione. L’attuale sperimentazione per le farmacie prevede l’impiego di un locker esterno simile a quello degli attuali distributori. La differenza è che volendo, tramite app o direttamente dal touchscreen, si possono selezionare i prodotti presenti nel magazzino e un sistema robotico si occupa del loro prelievo e posizionamento negli armadi. Questo vale anche per i medicinali senza prescrizione medica.

In Italia abbiamo fatto una decina di installazioni ma all’estero c’è più mercato. Dalla ristorazione alla vendita multi-prodotto”, sottolinea Alessandro Merlone, ad di Serving Box: “La prospettiva futura è di avere un locker che integra tutte le funzionalità senza dove impiegare ogni volta modelli diversi. Quindi che supporti la refrigerazione ma anche capace di mantenere una temperatura specifica”.

Wib

Wib (Warehouse in a box) si occupa di trasformazione digitale: di fatto rende intelligenti i locker scelti da un committente per fornire servizi di varia natura. Probabilmente la società milanese è una delle aziende maggiormente proiettate sul futuro del settore. Prevede, tra le altre cose, costellazioni di smart locker dislocate sul territorio, per gestire l’acquisto diretto di prodotti o il ritiro di ordini online.

Il suo approccio “open innovation” denota uno spirito di integrazione: sia che si tratti di dispositivi che di servizi. L’idea è che un domani gli armadietti intelligenti diventino agnostici e siano in grado di fornire servizi di operatori diversi. Oggi in effetti solo un colosso come Amazon può permettersi una soluzione proprietaria; i locker delle catene di supermercati e altre aziende sono il frutto del lavoro di più specialisti.

Smart Locker WIB in Copernico (MIlano)

La filosofia di Wib è scandagliare il mercato per integrare i sistemi in una piattaforma coerente: si pensi a elettroserrature, touch screen e sensoristica negli armadietti prodotti da altri e a cui vengono abbinate la piattaforma software e le soluzioni cloud con intelligenza artificiale, per consentire l’erogazione di servizi. Senza contare la possibilità di abbinare sistemi di riconoscimento facciale o di impronte digitali, lettore di passaporti, rilevamento codice fiscale, etc.

Per esempio per Sodexo ha allestito i locker refrigerati che si occupano di fornire ai dipendenti i pasti, selezionati via app. Per altri clienti ha implementato la gestione della posta e delle consegne nei grandi uffici e residenze universitarie. In questo caso si parla di locker modulari di 50 x 50 x 180 centimetri che dispongono di celle intelligenti di varie dimensioni (per la posta ordinaria o per i pacchi). Il corriere consegna alla reception, un incaricato di questa registra l’entrata e poi ripone tutto in specifici vani che sono strettamente correlati ai destinatari. Grazie alla piattaforma software si possono poi gestire le notifiche. E così l’utente finale con un codice univoco può recarsi al locker e procedere al ritiro. In alcuni casi è stata prevista anche la possibilità di sfruttare il vano per gli invii e di conseguenza l’intera procedura si dipana in senso inverso: mittente, locker, reception, corriere.

Smart Locker WIB all’Aeroporto di Torino

Presso l’Aeroporto di Torino, esattamente nella vip lounge, vi sono una serie di locker con tecnologia Wib che consentono ai viaggiatori di lasciare temporaneamente i bagagli al sicuro. Il valore aggiunto è dato dal fatto che mentre magari ci si muove liberamente nell’area shopping e ristorazione l’app aeroportuale segnala anche l’apertura del gate del proprio volo. E così in tutto calma si può gestire ogni operazione di prelievo.

L’ultimo progetto pilota riguarda la distribuzione di dispositivi di protezione individuale nel milanese, fra cui mascherine come ad esempio le nuove Bergamask, impiegando locker contactless dotati di lettore di tessera sanitaria oppure Qr code o supporto per app  smartphone.

Noi saremo sempre technology vendor, non ci saranno mai locker con il nostro marchio”, spiega Alfonso Correale, ad di Wib: “La nostra è una logica di servizio aperta alle collaborazioni, per esempio con Ricoh e Swiss Post, e logiche di open innovation. Il nostro impegno prevede il coinvolgimento di produttori, corrieri e piattaforme software. Ogni realtà è libera di impiegare la propria app, quindi noi ci occupiamo dell’integrazione di tutti gli elementi. Si pensi per esempio al corredo di sensori che rilevano la presenza pacco, la prossimità dell’utente, telecamere, face detection e lettori per passaporti e un’architettura di servizi abbinati”.

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