Zoom ora userà il cloud di Oracle per le sue videoconferenze

Zoom  (ZM) (Photo by Smith Collection/Gado/Getty Images)

Zoom ha scelto di spostare il suo servizio di videoconferenze in cloud sui server di Oracle per poter garantire un servizio di ottima qualità al suo vasto numero di utenti. Il servizio di videoconferenze in cloud è diventato popolare in questo periodo di crisi grazie alla possibilità di ospitare gratuitamente videochiamate, strumento rivelatosi essere essenziale per accorciare virtualmente le distanza imposte per limitare i contagi da coronavirus.

All’inizio di aprile 2020, Zoom ha dichiarato, sul suo blog, di aver raggiunto la straordinaria cifra di 300 milioni di utenti che giornalmente utilizzavano i suoi servizi. Piccola svista della società che ha definito utenti quelli che in realtà sono partecipanti alle videoconferenze alle quali, su Zoom come su altri servizi, si può accedere senza la necessità di un login con credenziali e senza quindi una registrazione.

Quando ci siamo resi conto di questo errore, abbiamo adattato il testo (del post sul blog, ndr) a “partecipanti”. Questa è stata una vera svista da parte nostra”, ha spiegato poi Zoom in una nota. Nonostante questo, però, l’utilizzo è aumentato significativamente: da 10 milioni di partecipanti alle videoconferenze giornaliere di dicembre 2019 ai 300 milioni registrati ad aprile 2020.

Per poter gestire tutti quegli utenti Zoom aveva bisogno di una capacità di cloud aggiuntiva immediata pertanto ha scelto di appoggiarsi ai servizi offerti da Oracle Cloud e di sfruttarne i benefici offerti in termini di prestazioni, scalabilità, affidabilità e sicurezza avanzata.

Per questo motivo, e per poter rivaleggiare al meglio con Google e Facebook, la società ha dovuto trasferire oltre sette PetaByte di dati al giorno sui server di Oracle Cloud per una settimana circa. Una mole di dati che equivale a circa 93 anni di video in alta definizione, al giorno. Una volta terminata la migrazione la piattaforma Zoom è stata in grado di supportare la partecipazione simultanea di milioni di partecipanti su Oracle Cloud. “Siamo lieti di collaborare con Zoom, sia in qualità di fornitore della loro infrastruttura che di cliente, mentre l’azienda cresce e continua a mettere in contatto imprese, persone e governi di tutto il mondo”, ha ammesso Safra Catz, amministratore delegato di  Oracle.

 

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