Cosa dicono i dati di Linkedin sul lavoro in Italia

(photo by Marco Piraccini/Archivio Marco Piraccini/Mondadori Portfolio via Getty Images)

Continuano a farsi sentire in maniera sempre più forte gli effetti dell’emergenza Covid-19 sul mercato del lavoro. La piattaforma Linkedin ha aggiornato allo scorso 10 aprile i dati relativi all’andamento dei tassi di assunzione in Italia e in altri paesi in cui è presente come Francia, Regno Unito, Cina e Stati Uniti, ma i risultati non sono confortanti.

La situazione italiana

In generale, secondo quanto evidenziato dal Linkedin Hiring Rate, nel nostro paese il tasso di assunzione registrato dalla piattaforma risulta in calo costante fin dall’annuncio delle misure di contenimento e di lockdown emesse lo scorso marzo. In particolare, i dati aggiornati mostrano un crollo dei nuovi contratti di oltre il 62% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

E si tratta anche di un calo ulteriore di 22 punti percentuali rispetto a quanto segnalato nei dati pubblicati dal social network professionale nelle settimane precedenti, dove già si registrava un -40% di assunzioni rispetto allo stesso periodo del 2019.

Gli altri paesi

Una situazione molto simile, e forse anche più grave per quanto riguarda le cifre, è quella registrata dalla piattaforma Linkedin in Francia, dove ad oggi il calo del tasso di assunzioni rispetto all’anno scorso è ancora più forte rispetto a quello del nostro paese. Una situazione lievemente migliore si registra invece in Gran Bretagna e negli Stati Uniti, dove il però la crisi ha cominciato a farsi sentire più tardi.

Negli Stati Uniti, inoltre, va segnalata anche la cifra record di coloro che il lavoro lo hanno perso dall’inizio dell’emergenza, e che sono ormai arrivati a 22 milioni di persone secondo quanto riportato dal Washington Post, con 5,2 milioni di domande di disoccupazione presentate soltanto negli ultimi dieci giorni.

Anche nel nostro paese, però, la situazione di emergenza non riguarda solo il blocco delle nuove assunzioni. Secondo le ultime stime di Goldman Sachs, gli analisti prevedono che l’emergenza possa far aumentare il tasso di disoccupazione in Italia fino al 17%, quasi il doppio rispetto alla situazione attuale, che è tra le peggiori in Europa.

Nelle stime riportate da Linkedin, soltanto la Cina ha registrato dati migliori, che nella ripresa ha visto salire gradualmente il numero delle nuove assunzioni fino a registrare un picco nei primi giorni di aprile, quando è ufficialmente stata annunciata la fine della quarantena a Wuhan e la riapertura graduale del paese. Anche qui, però, i dati delle assunzioni rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente sono poi tornati negativi.

Come potrebbe essere la ripresa

Secondo il Fondo Monetario Internazionale, nel nostro paese la crescita economica, e quindi anche la crescita delle nuove assunzioni, non avverrà prima del 2021. E anche in questo caso la ripresa potrebbe avvenire in maniera diversa a seconda dei settori: più lenta per il turismo, l’entertainment e la vendita al dettaglio, mentre sarà più rapida per i settori che si affidano alla spesa di beni durevoli e che commerciano con l’estero, dicono ancora le analisi della piattaforma.

Infine, “la persistenza dell’impatto del coronavirus sul mercato del lavoro dipenderà dal numero di aziende che saranno costrette a chiudere i battenti definitivamente a causa della pandemia e dal conseguente impatto sull’occupazione, ha commentato Mariano Mamertino, economista senior di Linkedin.

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