Donne e finanza, le vincitrici della competizione annuale di EY contro gli stereotipi di genere

La finanza aziendale garantisce solide opportunità professionali, eppure è uno di quei rami professionali scarsamente presi in considerazione dai giovani, specie dalle ragazze. Con l’obiettivo di scardinare ogni pregiudizio e stimolare le giovani donne a intraprendere questo tipo di carriera EY, multinazionale della consulenza e membro virtuoso dell’RdS network, ha lanciato il programma EY Corporate Finance Woman of the Year, una competizione internazionale tra ventitré Paesi promossa dall’area Transaction Advisory Services (TAS) e rivolta alle studentesse del primo e secondo anno di magistrale di qualsiasi corso di studio e con una buona conoscenza dell’inglese. La terza edizione si è conclusa nei giorni scorsi con una cerimonia di premiazione a Roma, un evento di gala a Villa Miani.

Per tutte le finaliste – l’iniziativa ha registrato quest’anno un numero record di adesioni, con oltre 2mila candidate e 228 partecipanti – la ricompensa principale è stata la possibilità di approfondire le proprie conoscenze tecniche di finanza aziendale e sviluppare competenze più generali come business acumen, leadership inclusiva, comunicazione, problem solving e imprenditorialità. E soprattutto fare network, restando in contatto con EY per future opportunità. «Dopo la laurea potrò iniziare uno stage nell’ambito del programma Tas Graduate» racconta alla RdS Anna Milloni, 22 anni [al centro, nella foto a destra], laureata alla triennale in Economia e al primo anno di magistrale in Finanza alla Bocconi di Milano.

Vincitrice per l’Italia, che per la prima volta ha preso parte al concorso, Milloni spiega di essere venuta a conoscenza della competizione tramite il sito del career service universitario, a luglio scorso. «La chiamata per la selezione è stata una sorpresa» ripercorre. «La prima scrematura avviene attraverso dei test online, e così da 25 siamo passate a dodici». La giornata finale di assessment si è svolta a Milano, a fine ottobre. «Lì siamo state messe davanti a un caso reale di studio, dovevamo analizzare due diversi tipi di acquisizione aziendali e presentarle davanti a una giuria». E la sua performance è stata giudicata la migliore. «È stata un’esperienza bellissima, anche per conoscere tantissime altre ragazze». Quella che va combattuta è «la disparità di genere e programmi come questi vanno alla radice del problema».

A aggiudicarsi il primo posto, e quindi uno stage rimborsato che la porterà visitare diverse sedi di EY nel mondo, è invece Jie Hui Tan [nella foto sotto], studentessa di Ingegneria meccanica di Singapore con esperienze di lavoro in una startup. «La competizione mi ha fatto capire come la Corporate Finance traduca i numeri in strategie aziendali tangibili» è il suo commento riportato nella brochure che raccoglie i profili delle candidate alla selezione, «sono certa che una carriera nelle transazioni mi permetterà di utilizzare le mie capacità di analisi e che non mi annoierò mai lavorando», considerando poi come «Singapore sia l’hub della crescita economica del Sud est asiatico». Dietro di lei, rispettivamente al secondo e terzo posto, si sono posizionate la svizzera Pia Jurhar e l’indiana Srishti Bhandari, entrambe studentesse di Management. Per loro il premio consisterà in un programma di mentoring aziendale all’interno di EY.

La finanza aziendale è anche uno dei settori dove più si concentra il mismatch tra domanda e offerta. Secondo i risultati del Global Capital Confidence Barometer, indagine realizzata da EY ogni due anni e che coinvolge circa 2.900 dirigenti in 47 paesi, quasi i due terzi degli intervistati (61%) manifesta difficoltà a reperire sul mercato talenti con adeguate capacità.

Un enorme spreco di opportunità che EY ha deciso di contrastare mettendo in atto programmi di reclutamento di risorse come questo, anche alla luce di dati che evidenziano come «la presenza di donne in posizioni di leadership sia fondamentale per migliorare le performance aziendali» si legge ancora nella brochure dell’evento. La conferma arriva da Marco Daviddi, a capo della Mediterranean Transaction Advisory Services di EY: «L’affermazione lavorativa e la leadership femminili sono fondamentali per il raggiungimento di più alti livelli di business, soprattutto nell’ambito della finanza aziendale» è il suo commento all’evento.

Per le ragazze invece il programma consente di avvicinarsi al settore e alle sue dinamiche, fungendo da orientamento. Tanto che, in base alle analisi svolte da EY sulle precedenti edizioni, «prima di iscriversi, solo il 35% delle partecipanti all’edizione 2019 aveva preso in considerazione la possibilità di intraprendere un percorso di carriera nell’area Corporate Finance» si legge nel comunicato, «mentre al termine il 69% si è detta molto interessata a farlo». In più, dall’avvio dell’iniziativa, l’area TAS di EY ha registrato un costante aumento del numero di assunzioni femminili. Francesca Giraudo, direttore HR di EY, ha spiegato infatti che «l’ambizione è quella di attirare e reclutare i migliori talenti e dare un contributo alla presenza di donne nel mondo del business».

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