Vorticidigitali. Ascoltare e non chiedere: ecco il principio del marketing digitale

Le metriche sono tante e possono riferirsi alle iniziative sviluppate su un sito proprietario e alle forme di comunicazione editoriali e pubblicitarie sui social media.

Alzi la mano chi riesce a pronunciare ed anzi a ricordare i nomi dei prodotti Ikea! E’ paradossale notare che tali nomi derivano proprio da un espediente a cui ricorse il fondatore della grande azienda svedese per curare la propria dislessia da bambino e che sconfisse grazie alla memorizzazione di alcune località geografiche della penisola scandinava, località a cui sono ispirati proprio i nomi dei più celebri mobili che troviamo nei grandi magazzini blu e gialli.

Vi sto raccontando la storia dei nomi dei prodotti Ikea e della difficoltà che presentano ad essere ricordati perché, proprio per questa ragione, Ikea ha ridefinito la propria politica di indicizzazione accostando a tali nomi la descrizione del bisogno a cui, ciascuno di loro, è più indicato: “il mio partner russa”, “non mi richiama” sono solo alcuni esempi di titolazioni con cui le schede prodotto Ikea intendono intercettare coloro che fanno tali ricerche su Google e che potrebbero trovare interessante acquistare rispettivamente un divano o un caricatore per gli smartphone.

“Ascoltare e non chiedere” è quindi un principio cardine del marketing digitale, una forma di marketing che, per le sue caratteristiche, deve mirare ad emergere in ambienti così vasti e rumorosi quali i motori di ricerca e i social media.
Nello stesso “ascoltare” è un buon modo di osservare il comportamento degli utenti per migliorare la performance della nostra presenza online: le metriche debbono pertanto essere scelte accuratamente e scelte sulla base della loro capacità di essere indici sintetici di valutazione delle attività condotte e basi per la comprensione dei prossimi passi da intraprendere.

Le metriche sono tante e possono riferirsi alle iniziative sviluppate su un sito proprietario e alle forme di comunicazione editoriali e pubblicitarie sui social media.

Per quanto riguarda il sito:

Metriche di Reach:
– Numero di Utenti e, se si utilizza la Universal Analytics deduplicando gli utenti grazie al loro riconoscimento, gli Utenti unici;
– le Sessioni o visite;
– il Tasso di ritorno, da valutarsi a seconda del ruolo di servizio al cliente acquisito o di leva per raggiungere nuovi potenziali clienti.

Metriche di Stickiness:
– Pagine per sessione, Durata della sessione;
– Frequenza di rimbalzo, indice di coinvolgimento del lettore che viene ingaggiato;
– Tasso di uscita, utile per verificare l’efficacia con cui si conduce gli utente a terminare il proprio processo di contatto o acquisto.
Metriche di Business:

– Tasso di conversione alla richiesta di contatto;
– Tasso di registrazione ad una newsletter;
– Tasso di acquisto se vi è l’e-commerce.

Per quanto concerne la presenza sui social media.
Metriche di Reach:

– Numero di follower;
– Reach o numero di contatti esposti alla pubblica dei post o all’esposizione ai messaggi pubblicitari;
– Views se la comunicazione è video;
– Frequency, su Facebook utile da analizzare grazie al download dei dati di Facebook
Insights:
– Engagement (like, commenti, condivisioni, …)
– Click verso siti e landing page.

Queste sono solo alcune metriche – a cui potrebbero esserne aggiunte altre legate alla pubblicità o alla SEO – e ci danno la misura dell’importanza di sceglierne alcune e di usarle per “ascoltare” il comportamento delle persone e migliorare progressivamente le modalità con cui servirle.

FONTE: https://www.key4biz.it/vorticidigitali-ascoltare-e-non-chiedere-ecco-il-principio-del-marketing-digitale/181721/

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