Vorticidigitali. Come (gli editori) possono monetizzare la propria presenza su Facebook

Diventa sempre più complesso per un sito editoriale monetizzare la distribuzione dei contenuti sulla piattaforma social, ma come si ottimizzano al meglio le campagne?

Diventa sempre più complesso per un sito editoriale monetizzare la distribuzione dei contenuti sulla piattaforma social, ma come si ottimizzano al meglio le campagne?

L’utilizzo che gli utenti fanno di Facebook e la stessa strategia del social network rendono sempre più complesso per un sito editoriale monetizzare la distribuzione dei contenuti sulla piattaforma, grazie alla generazione di traffico sul sito e alla sua valorizzazione grazie ai ricavi pubblicitari.

La navigazione prevalentemente da smartphone si traduce infatti in accessi con una frequenza di rimbalzo fisiologicamente elevata e la stessa visibilità organica dei post pubblicati sulla piattaforma rischia di richiedere un investimento in marketing significativo, non ripagato dalla pubblicità: il risultato è che Facebook per un editore rischia di diventare un costo diretto (costi in marketing), indiretto (gestione delle conversazioni) e strategico (sostegno di un soggetto potenzialmente concorrente sul fronte della relazione con il lettore).

Per questo motivo, occorre guardare a Facebook con un approccio opportunistico dosando al meglio la pubblicazione dei contenuti e conquistandosi visibilità e rilevanza nei confronti dei lettori grazie a contenuti esplicitamente pensati per generare engagement e attirare nuovi lettori appartenenti al target: sono i cosiddetti “Social object” che, sulla base del formato (infografiche, immagini interattive, meme, …) e sulla base dell’approccio editoriale (liste, curiosità, tutorial …) mirano a massimizzare questo impatto.

Sul piano della monetizzazione diretta della presenza su Facebook sono da considerare però sempre più i “branded post” che Facebook riserva alle pagine editoriali verificate e che consentono la pubblicazione di un post esplicitamente realizzato insieme all’inserzionista pubblicitario e tale da permettere anche a quest’ultimo la visibilità sui rendimenti ottenuti, anche grazie ad un investimento pubblicitario condiviso.

Per poter vedere il tutorial di come attivare la funzione ed utilizzarla, è possibile fare riferimento a questo post facebookmedia.
Merita in ogni caso ricordare che non sono ammessi:
– Video spot: sappiamo quanto questa sia un’area su cui Facebook strategicamente punti in prima persona;
– banner o altri formati pubblicitari in sovra-impressione;
– loghi e prodotti decontestualizzati o predominanti;
– qualunque presenza dello sponsor nell’immagine di copertina della Pagina.
Sono ammessi:
– prodotti visualizzati in product placement;
– sponsorizzazioni
– promozioni
– post con la chiara indicazione che il contenuto è realizzato da terzi.

La limitata presenza di questa modalità in Italia può pertanto essere guardata anche con spirito di innovazione da chi voglia cimentarsi con essa tanto dal punto di vista editoriale quanto ancor più dal punto di vista commerciale.

FONTE: https://www.key4biz.it/vorticidigitali-come-gli-editori-possono-monetizzare-la-propria-presenza-su-facebook/180270/

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