ECOMMERCE: COME AFFRONTARE IL PROBLEMA DELLA LOGISTICA DI RITORNO

Dal 14 giugno 2014 sono entrate in vigore le nuove normative per adeguare la legge italiana alla direttiva UE 2011/83/CE (recante modifica delle direttive 93/13/CEE e 1999/44/CE e che abroga le direttive 85/577/CEE e 97/7/CE) in materia di eCommerce e vendite a distanza. Una buona soluzione di logistica di ritorno è utile a tutelare i compratori, recuperare e gestire i resi per re-immetterli, ove possibile, nuovamente nei canali di vendita.

La nuova direttiva ha l’obiettivo di “garantire un migliore funzionamento del mercato interno tra imprese e consumatori generando notevoli risparmi (in termini di oneri amministrativi) per le imprese che desiderano vendere a livello transfrontaliero con le stesse modalità di vendita nazionali, con le stesse condizioni contrattuali standard e gli stessi materiali informativi”.

Rispetto ai precedenti dieci giorni, il periodo a disposizione del cliente per ripensare e restituire il prodotto o servizio acquistato online, per telefono o per corrispondenza diventa di 14 giorni da quando l’acquirente riceve la merce.

Dopo aver comunicato la volontà di voler restituire la merce, il consumatore ha altri 14 giorni a disposizione per rispedire al negoziante i prodotti acquistati ed entro questi stessi 14 giorni il commerciante deve provvedere a rimborsare la somma versata per l’acquisto, comprensiva dei costi di spedizione.

I rivenditori che intendono addebitare al cliente i costi della restituzione della merce (in caso di recesso) sono obbligati a specificarlo chiaramente e in anticipo, mentre se il venditore non adempie all’obbligo di informativa al consumatore sul diritto di recesso al momento della vendita, il limite viene prolungato di 12 mesi e il bene può essere restituito anche se danneggiato, senza alcuna responsabilità nemmeno sul minor valore.

Per affrontare il problema della logistica di ritorno, un aspetto da non sottovalutare per un merchant in quanto la mancata ottimizzazione della questione può comportare perdite consistenti per il business aziendale, esistono diverse società che offrono soluzioni pronte a essere integrate nel proprio carrello elettronico: San Marino Mail (che offre ai propri clienti la gestione del reso post vendita nei Paesi europei serviti come distribuzione crossborder grazie a un modello che prevede una doppia modalità di restituzione -presso un ufficio postale o a domicilio – per il consumatore finale, previa autorizzazione del merchant), Geodis (capace di gestire quasi 1,5 milioni di spedizioni in un trimestre per un suo grosso cliente legato al settore dell’eCommerce) e poi ancora Xpo e D.B. Group.

Fonte:http://www.ecommercemagazine.it/2016/05/23/ecommerce-affrontare-problema-della-logistica-di-ritorno/

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