Deflazione bestia nera per l’economia italiana

Peggiora la deflazione in Italia. Ad aprile l’indice nazionale dei prezzi al consumo è sceso dello 0,1% su base mensile con una diminuzione su base annua dello 0,5% (stimata inizialmente a -0,4%), più ampia di quella registrata a marzo (-0,2%). La flessione è principalmente da attribuire all’accentuato calo dei prezzi dei beni energetici regolamentati (-6,4% da -2,7% del mese precedente) con particolare peso del gas naturale (-9,9% da -5,7% a marzo) e dell’energia elettrica, che segna addirittura un’inversione di tendenza (-1,9% da +1,5% del mese precedente).

Al netto dei soli beni energetici, però, l’inflazione è rimasta stabile a +0,4%, mentre considerando beni alimentari non lavorati e  beni energetici è scesa da +0,6% a +0,5% su base mensile. Ad aumentare dello 0,1% i prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona. In particolare l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca) è cresciuto dello 0,2% su base mensile mentre è diminuito dello 0,4% su base annua (-0,2% a marzo). Il rialzo congiunturale è in larga parte dovuto al rientro definitivo dei saldi invernali.

Il Codacons, l’associazione a difesa dei consumatori, parla di “numeri sempre peggiori sul fronte dell’inflazione” definendo senza mezzi termini la deflazione come la “bestia nera dell’economia italiana, un nemico che allontana la ripresa definitiva del paese”. Il presidente, Carlo Rienzi, inoltre, ha accusato il governo di non aver adottato una sola misura negli ultimi mesi per spingere la ripresa dell’inflazione, incrementare la domanda interna e sostenere i consumi, nonostante gli allarmi lanciati a più riprese dall’Istat e dal Codacons.

La Coldiretti ha collegato il calo dei prezzi nel settore dell’agricoltura ai risultati. Infatti ad aprile si è assistito al crollo del prezzo di grano duro (-24%), peperoni (-57%), latte (34%), arance (-54%). L’associazione ha denunciato valori al di sotto dei costi di produzione che spingono all’abbandono delle campagne e alla crisi dell’intero settore.

Sebbene il calo dei prezzi possa sembrare intuitivamente positivo, lo è solo quando la diminuzione dei prezzi è dovuta ad abbondanza di offerta. In questi anni, però, è dovuta alla bassa domanda di beni da parte dei consumatori e rappresenta un freno alla produzione e all’investimento da parte delle imprese.

Fonte: www.milanofinanza.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *