Alibaba porta in Cina il vino italiano

Il gigante cinese dell’e-commerce apre le porte al Made in Italy. Alla cinquantesima edizione di Vinitaly a Verona, Alibaba annuncia che porterà in Cina il vino italiano. Il Ceo del sito Jack Ma aiutò il Canada ad esportare sul mercato cinese le aragoste dell’Atlantico: 96mila polverizzate in 5 ore. Altro aneddoto che rende idea delle potenzialità di Alibaba: sono bastati 18 secondi per vendere 100 Mercedes e 100 Maserati.

Nel vino, l’Italia detiene oggi in Cina una quota di mercato di solo il 6% contro il 55% della Francia, ma l’Italia può spingere l’export agro-alimentare a 50 miliardi di euro, di cui il 7,5 solo con il vino, entro il 2020.Ora il sito cinese dello shopping online, punta sul Made in Italy. Ecco Alibaba in cifre: la Cina ha una classe media di 300 milioni di persone, sempre più interessata ad acquistare prodotti di qualità come il Made in Italy; Alibaba vanta 400 milioni di acquirenti l’anno; copre oltre l’80% del mercato online cinese; i cinesi attivi in Rete sono 688 milioni; ricava l’86% del suo fatturato dalla Cina. L’anno scorso la piattaforma ha fatto arrestare 700 falsari.

Oggi Alibaba acquisisce il controllo di Lazada per un miliardo di dollari, per espandersi nell’e-commerce del Sud-est asiatico. L’e-commerce per il business-to-consumer (B2c) in Indonesia, Filippine, Singapore, Malesia, Vietnam e Tailandia si attestava a 10.5 miliardi di dollari nel 2015, pari all’1.5% del volume retail, secondo Frost & Sullivan. Alibaa ha comprato il servizio cinese dei video Youku Tudou nel 2015 per 5 miliardi di euro. Infine sta spingendo il suo AliExpress nei mercati eergenti di Russia e Brasile.

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