Finanza e sharing economy conquistano il primato tra le startup digitali

Ecco di cosa si parla in rete, tra gli addetti ai lavori. La ricerca di Talent Garden e Ibm conferma Milano come la capitale dell’innovazione, poi Brescia e Roma

 Finanza, economia condivisa, dati. Sono questi i temi sui quali scommettono i giovani imprenditori del digitale, a giudicare da quel di cui si parla in rete. Il 2015, infatti, è stato l’anno delle startup digitali nella finanza, dell’internet of things, della sharing economy e dei bigdata. A rivelarlo è una ricerca di Talent Garden, la piattaforma europea di talenti per il digitale, e IBM Italia, che hanno analizzato le conversazioni generate su Twitter in tema di innovazione e startup, cioè circa un milione di tweet prodotti nell’ultimo anno da oltre 111mila utenti unici. D’altra parte, il successo di realtà quali Uber o Airbnb non poteva che generare interesse e fenomeni di sana imitazione. A questi esempi famosi, si sono affiancati i temi dei pagamenti digitali, del bitcoin e dei servizi finanziari.

“Rispetto al 2014 – ha spiegato Davide Dattoli, ceo e fondatore di Talent Garden, in una nota – abbiamo rilevato come esca dalla top ten delle discussioni il tema #opendata, per lasciare spazio a termini come #fintech e #IoT (InternetofThings) che si piazzano rispettivamente al 3° e 4° posto dopo #startup (47%) e #innovazione (17%). Entrano, invece, nei primi dieci, rispetto all’anno precedente, #bigdata, #droni (abbinato a #photo) e #foodtech”.

A livello geografico, Milano (29%) si conferma la “città degli innovatori”, seguita a ruota da Brescia (23%) che si piazza davanti a Roma (18%). Sono ancora preponderanti i numeri delle discussioni su Twitter nelle città del Nord ma anche le province iniziano a parlare di startup e innovazione. Il Mezzogiorno è rappresentato da Napoli, al 5° posto con il 3%, e da Palermo, quindicesima. Dietro a Napoli si mettono in evidenza Trieste, Vicenza, Firenze, Massa e Cremona. Analizzando i tweet in base al genere, gli uomini restano stabilmente in maggioranza (70%) e concentrano l’attenzione su argomenti tecnici e finanziari mentre le donne – il cui impegno in ambito startup risulta ovunque in crescita – dimostrano maggiore propensione verso la condivisione, la creatività e la formazione.

“La ricerca – annota Enrico Cereda, amministratore delegato di IBM Italia – ci conferma il grande fermento sociale sui temi dell’innovazione e del digitale. Mi riferisco a quella parte del Paese che dimostra di avere precise competenze e che sui social dibatte, fa cultura e per questa via contamina a poco a poco l’intero tessuto. Cosa di cui c’è grande bisogno, per colmare i nostri gap e per fare sviluppo”.

Fonte: http://www.repubblica.it/economia/finanza/2016/03/21/news/startup_digitali_finanza_brescia_milano-135997969/

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