Giappone, ministro dell’economia accusato di frode si dimette

Il ministro ha annunciato le proprie dimissioni in relazione ad alcune accuse di frode mossegli da una società di costruzioni. “Il Giappone – ha dichiarato – sta finalmente uscendo dalla deflazione, e dobbiamo far approvare dal parlamento nuove leggi per creare un’economia più forte. Tutto ciò che ostacola questo processo va eliminato, ed io non sono un’eccezione”. Un passo indietro, quindi, per non danneggiare il Paese e il premier Shinzo Abe, di cui Amari è fidato collaboratore.

A scatenare il putiferio è stato il tabloid nipponico Shukan Bunshun, che alcuni giorni fa ha pubblicato la denuncia (anonima) di una persona che avrebbe corrotto il ministro e il suo staff per ottenere una commissione da 220 milioni di yen (circa 1,7 milioni di euro). Molto vicino al premier Abe, Amari è stato anche capo-negoziatore per il Tpp, l’accordo di libero scambio che mira a unire le due sponde del Pacifico, riunendo i mercati di Giappone, Stati Uniti, Canada, Messico e Australia.

Raggiunto dall’accusa Amari ha subito negato ogni addebito, annunciando l’avvio di un’indagine per chiarire i dettagli della vicenda. Yukio Edano, leader del primo partito di opposizione, il Partito democratico giapponese, aveva preteso un chiarimento. Le dimissioni di oggi basteranno a placare gli animi?

Se la denuncia pubblicata da Shukan Bunshun trovasse conferma Amari dovrà rispondere dei reati di corruzione e violazione della legge sul finanziamento ai politici. A Tokyo si teme una possibile reazione a catena in grado di far saltare il governo a sei mesi dalle elezioni per la Camera alta, in programma il prossimo luglio. Vedremo se Abe, che già ha dovuto affrontare alcuni scandali legati ai propri ministri, riuscirà a resistere a questa nuova bufera.

Fonte: www.ilgiornale.it

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