Facebook è una piattaforma di performance marketing

Nasce come social network, diventa piattaforma di comunicazione e ora vuol essere un sistema di marketing completo.

Questo è Facebook, così come lo hanno spiegato Andrea Lai, Sales manager e head of Performance Marketing per l’Italia e il Marketing partner manager Paolo Picazio al Smx Milan 2015.


E non solo Facebook, ma anche Instagram: «insieme costituscono una piattaforma di marketing a 360 gradi», ci ha detto Lai. Specie se si pensa all’utilizzo con dispositivi mobili: «la nostra ultima earning call ci ha dato come risposta che il 78% dei profitti viene dal mobile».

L’ultima innovazione introdotta in fatto di marketing digitale, i Dynamic product ads, con il retargeting dinamico, attraverso i dispositivi e con l’integrazione di funzioni di stampo Crm, la dice lunga sulla strada intrapresa dalla società.

Che non ha come bacino di destinazione «solamente le grandi aziende – sottolinea Lai – ma anche le piccole e medie imprese: le funzioni che mettiamo a disposizione con logica self service sono scalabili su qualsiasi realtà aziendale».

Obiettivo Pmi – Facebook, ha specificato Picazio, per le Pmi sta diventando il nuovo Web. Al punto che per pubblicizzarsi non hanno più bisogno di crearsi un sito: con Facebook hanno tutto per costruire in modalità self la propria pagina, con tutti gli elementi necessari per stare, e farsi vedere, su Internet. E la leva per portare il performance marketing sulle piccole e medie imprese è proprio la semplicità di utilizzo di funzioni di marketing avanzate come i Dpa.

Strumento scalabile – Una scelta consapevole, quella di Facebook, anche a costo di banalizzare lo strumento: quante Pmi conoscono la sintassi dell’online performance marketing, sono in grado di valutare le attività in termini di tasso di rendimento delle call to action, sanno fissare gli obiettivi engagement e conversion? Il rischio c’è, conferma Lai, ma ci sono anche le grandi possibilità di fare una gestione avanzata, con tool sviluppati da terze parti, appositamente per quelle Pmi che sanno come crescere.

Aria di Crm – E poi c’è la classica attività di gestione delle relazioni con il cliente. «Non siamo una piattaforma di Crm – dice Lai – piuttosto possiamo aiutare chi ha un Crm segmentato in maniera corretta a ottenere concreti risultati». In soldoni: si parte dall’audience complessiva del Crm, si segmenta e poi si fanno azioni su Facebook, come per esempio, agendo su chi non ha comprato negli ultimi sei mesi.

Efficacia incrociata – Una cosa che si fa anche con l’email marketing, peraltro. «Indubbiamente – ha detto Lai – e difatti Facebook non si pone come alternativa o in sostituzione ad altri mezzi di marketing diretto. Semmai li integra e li rende più produttivi». Insomma, la storia non cambia: le azioni dirette fatte bene sono sempre quelle che possono disporre di una e-mail e/o di un numero di telefono. E questo Facebook non lo vuole cambiare.

Dall’Irlanda con onore – Andrea Lai lavora in Irlanda da ormai 15 anni (dalla sua vita professionale precedente a quella di Facebook, che era in Google) con enorme soddisfazione: «mi spiace, ma in Italia non tornerei. Però dall’Irlanda lavoro per far prosperare le realtà italiane». Il team italiano a Dublino non è particolarmente nutrito (il dato è top secret) ma lavora a stretto contatto con quello milanese per seguire direttamente le aziende più importanti (leggi: quelle con alta spesa pubblicitaria) e pure i top online player.

Ma la mente, lo si è capito, corre alle Pmi. Sono loro il futuro di questa piattaforma sociale e di marketing.

Fonte: www.01net.it

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