Pubblicità, raffica di multe ai negozianti

PISTOIA. Fioccano le multe ai commercianti pistoiesi che espongono materiale pubblicitario all’interno delle loro vetrine senza rispettare la normativa 507/93, quella che regolamenta le imposte comunali sulla pubblicità e il diritto sulle pubbliche affissioni. E Confcommercio Pistoia-Prato prende posizione in difesa delle imprese. Nel comunicato diffuso dalla Confederazione pistoiese si legge come ad essere contestata non sia la normativa, bensì “il metodo con cui Abaco – la società che gestisce per conto del Comune di Pistoia i servizi di riscossione sulle imposte di pubblicità e pubbliche affissioni – attribuisce le multe ai commercianti che non rispettano le regole”.
Confcommercio sottolinea come, in alcune circostanze, sia mancato da parte dei funzionari di Abaco un confronto diretto con le aziende per dare loro la possibilità di regolarizzare la propria posizione attraverso un sollecito di rimozione dei cartelli pubblicitari non a norma. “I funzionari della società incaricati negli ultimi mesi – spiega la Confcommercio – hanno effettuato i sopralluoghi nel centro cittadino limitandosi a fotografare la presenza di pubblicità non regolare, per poi far recapitare ai titolari delle imprese gli avvisi di avvenuto accertamento con multe piuttosto salate. Viste le difficoltà economiche vissute dai commercianti in questi ultimi anni – prosegue la nota – sarebbe auspicabile che Abaco utilizzasse metodi meno repressivi nei loro confronti”.
Una situazione simile si era presentata nell’ottobre 2014, quando alla ribalta della cronaca passò la vicenda di una parrucchiera pistoiese multata con 478 euro per aver affisso un manifesto pubblicitario all’interno della sua vetrina che non rispettava la normativa, e per cui avrebbe dovuto chiedere il permesso dietro pagamento dell’imposta relativa. Ma cosa dice il decreto legislativo 507/93 che regolamenta le imposte comunali sulla pubblicità all’interno degli esercizi commerciali?
L’articolo 17 illustra le esenzioni dal pagamento dell’imposta per i locali che espongono pubblicità al loro interno, nonché i mezzi pubblicitari esposti nelle vetrine e sulle porte di ingresso dei locali – ad esclusione delle insegne – purché riguardino l’attività da loro svolta e non superino la superficie di mezzo metro quadrato per ciascuna vetrina o ingresso. Dal canto suo, la società Abaco, dal nostro giornale interpellata, spiega di aver effettuato i consueti censimenti annuali – svolti per conto del Comune di Pistoia – applicando quella che è la normativa vigente, e multando di conseguenza i commercianti non in regola.

Fonte: http://iltirreno.gelocal.it/

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