Vitali: “Ecommerce, solo Poste può fermare l’avanzata di Amazon e Google”

L’ad di Alkemy guarda con attenzione al settore alimentare che in Europa è già proiettato verso il digitale, mentre in Italia è fermo: “Valgono meno dell’1%, i giganti del web troveranno terreno fertile, ma il gruppo italiano può anticipare tutti”

“Poste è l’ultimo baluardo contro l’invasione di Amazon e Google, ma deve cogliere l’occasione subito altrimenti sarà troppo tardi” dice senza giri di parole Duccio Vitali, ex partner di Bain, dal 2012 amministratore delegato di Alkemy – società fondata con Riccardo Lorenzini per offrire consulenza digitale alle imprese. Il punto di partenza della riflessione è la penetrazione dell’ecommerce in Italia pari al 3,5% del mercato retail: numeri che impallidiscono davanti al 22% del Regno Unito al 10% della Francia e anche al 9% della media Ue.

“Il mercato cresce – dice il manager -, ma si può fare meglio. Il nostro limite non è il digital divide, ma le competenze. Gli addetti ai lavori devono ragionare su come raggiungere quell’enorme fatta di mercato che oggi non compra online. Molte aziende faticano a capire cose può rappresentare per loro il digitale. Non è fatto solo di ecommerce, ma anche di comunicazione, rapporto con fornitori e distributori, ottimizzazione dei costi. E’ un mondo nuovo che ancora si fatica a capire e spesso di banalizza”.

E adesso il rischio reale è quello di venire spazzati via dai colossi come Amazon e Google che stanno ampliando i loro modelli di business per aggredire nuove fasce di mercato. A cominciare dalle vendite alimentari. Il gigante dell’ecommerce ha messo l’Italia nel mirino: per ora si limita a vendere alcuni prodotti basilari come la basta o il vino, ma è solo il primo passo. Entro qualche anno potrebbero lanciare anche qui il servizio “Fresh” con la consegna di cibi freschi, per ora attivo solo in California e a New York.

“In Italia troverebbero un mercato fertile e nessuna concorrenza: il settore è troppo frammentato e le vendite alimentari valgono meno dell’1% contro il 4,4% della Gran Bretagna e il 3,6% della Francia” spiega Vitali che poi aggiunge: “Per Tesco, che rappresenta il caso migliore, le vendite online valgono il 4 miliardi, il 5,2% del fatturato complessivo. Per Wallmart sono 10 miliardi, circa il 2% del totale. In Italia siamo ancora a zero: Esselunga fattura appena 100 milioni su 7 miliardi e Coop è appena partita”.

In un contesto del genere Amazon Fresh e Google Express, con due modelli diversi, avrebbero gioco facile perché riescono a intercettatare i potenziali clienti mentre stanno cercando un prodotto online e grazie al loro catalogo riescono a offrire una vasta gamma di soluzioni con consegna in giornata (Amazon rifornisce i suoi magazzini, mentre Google Express – attivo per ora solo in California – di fatto mette a disposizioni di commercianti e utenti una flotta di corrieri): “Nel medio termine spazzerebbero via tutta la concorrenza, anche se il modello di Google Express potrebbe aiutare i negozi di piccole dimensioni, fornendo loro tutti gli strumenti per diventare digitali senza cambiare una virgola”.

Vitali, però, ha in mente la risposta in salsa italiana ai giganti del web: “Il calo strutturale del servizio postale universale ha accelerato i cambiamenti all’interno di Poste e in un settore dove la gestione della logistica è tutto, sarebbero un attore perfetto. Hanno già un rilevante traffico online con oltre 15 milioni di visitatori mensili del sito, hanno la capillarità e l’estensione della rete e un servizio di pagamento diffuso come PostePay. Inoltre entrerebbero in un mercato in crescita aiutando le piccole e medie imprese del settore alimentare e riqualificherebbero il ruolo del postino. Certo entrare in un comparto così comporterebbe dei rischi, ma le capacità e le competenze Poste le ha già”.
Per l’ad di Alkemy, tuttavia, il rischio maggiore per il gruppo arebbe quello di restare immobile: “Il core business dei servizi postali è in continuo calo e l’entrata in campo di nuovi operatori è solo una questione di tempo”.

Fonte:http://www.repubblica.it/economia/2015/11/01/news/amazon_poste_google-126304253/?refresh_ce

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