Unioni civili, Ddl Cirinnà: per il MEF costeranno spiccioli (e porteranno vantaggi economici)

Il cinguettìo del MEF sulle unioni civili è di quelli destinati a far storia e di conseguenza a far discutere. Il Ministro dell’Economia precisa che gli oneri per lo Stato italiano, in caso di approvazione del disegno di legge sulle unioni civili, sarebbero di 3,5 milioni nel 2015 e 6 milioni nel 2016. Intanto la relatrice del disegno di legge Monica Cirinnà, ringrazia Zanda per aver calendarizzato la discussione in aula del Ddl per la prima settimana di agosto, subito prima della pausa estiva. E così, dopo la bocciatura dell’Italia da parte della Corte Europea dei diritti umani per “il vuoto normativo”, dovrebbe finalmente ripartire l’iter per l’approvazione del disegno di legge Cirinnà.

Il DDL introduce la possibilità per tutti, eterosessuali e omosessuali, di unirsi civilmente, senza contrarre un matrimonio, anche se garantirà simili diritti e doveri, avverrà in municipio di fronte al sindaco, con due testimoni. L’articolo 1 del disegno di legge Cirinnà recita: “Due persone maggiorenni, anche dello stesso sesso, di seguito denominate «parti dell’unione civile», possono contrarre tra loro un’unione civile per organizzare la loro vita in comune. La registrazione dell’unione civile è effettuata, su istanza delle parti della stessa unione, e in presenza di due testimoni maggiorenni”. Si potrà anche prendere il cognome del coniuge e godere dei diritti di assistenza sanitaria, carceraria, unione o separazione dei beni, subentro nel contratto d’affitto, reversibilità della pensione e eredità anche in assenza di testamento.

Questo in breve il testo Cirinnà, attualmente congelato in Commissione in attesa della relazione del MEF sugli oneri statali delle unioni civili. Scusa dietro la quale si sono asserragliati i deputati del Nuovo Centrodestra contrari all’approvazione del disegno di legge. Nelle scorse settimane infatti, gli uomini di Angelino Alfano hanno messo in scena il balletto dei numeri stimando oneri per la casse statali di diverse decine di miliardi di euro. Lo stesso Alfano aveva previsto un impatto economico di circa 40 miliardi l’anno in seguito all’approvazione delle unioni civili. Qualcosa però non quadra, se si considera che per le coppie unite in matrimonio, che sono molte di più, il costo arriva a 50 miliardi.

L’approvazione delle unioni civili avrebbe certamente dei costi in termini di previdenza, ma saranno molto ridotti rispetto a quanto immaginava Alfano. In termini prettamente economici il peso delle unioni civili sullo Stato italiano sarebbe al di sotto dei 10 milioni di euro nel prossimo biennio. Spiccioli per un premier alle prese con una manovra da 45 miliardi per la riduzione delle tasse e 27 circa per altre spesucce da fronteggiare nel 2015.

Ma oltre gli oneri calcolati dal MEF sarebbe interessante avere anche delle stime sui vantaggi economici che l’Italia potrebbe trarre dalle unioni civili. Il giro economico dei matrimoni tra coppie eterosessuali è stimato in circa 7 miliardi di euro l’anno, in media 35mila euro per cerimonia. In Italia ci si sposa sempre meno (soprattutto in chiesa), ma chi decide di fare il grande passo lo fa in pompa magna e così non si bada a spese quando si sceglie la location per il sì, il ristorante, il catering, il fotografo o il regista per il video, gli abiti. A cui si devono aggiungere molte altre voci: dalle partecipazioni alle bomboniere, dalla torta alla musica, dall’allestimento floreale al noleggio auto, dai trattamenti estetici al viaggio di nozze. Un business da miliardi di euro per ristoranti, alberghi, negozi, agenzie di viaggio e tutto ciò che gira intorno al gran giorno. Secondo l’ISTAT in Italia ci sono almeno un milione di famiglie di fatto, ma è molto difficile stimare quante coppie omosessuali sarebbero pronte all’unione civile di fronte al sindaco all’indomani dell’approvazione della legge.

Una fotografia interessante da questo punto di vista arriva da New York dove nel 2011 il matrimonio tra coppie dello stesso sesso è stato equiparato al sì delle coppie eterosessuali. A luglio 2012 il sindaco di New York City ha rivelato che nel primo anno, i matrimoni gay hanno generato un impatto economico di 259 milioni di dollari e 16 milioni di fatturato per la città.

“Almeno 8.200 licenze di matrimonio tra persone dello stesso sesso sono state emesse nel primo anno, che rappresentano oltre il 10 per cento delle 75.000 licenze di matrimonio rilasciate a New York City dal 24 luglio dello scorso anno”, si legge sul suo sito. “L’indagine sull’impatto economico è stata condotta da NYC & Company e l’ufficio del segretario comunale che hanno rivelato che i matrimoni omosessuali hanno generato significative entrate supplementari per l’industria del turismo di New York City con oltre la metà delle coppie dello stesso sesso che tengono celebrazioni di nozze in luoghi dei cinque quartieri”. Il sindaco calcola oltre 200.000 persone che hanno partecipato ai matrimoni gay, più di 235.000 pernottamenti in albergo per una spesa media giornaliera di 275 dollari, oltre 40.000 annunci di nozze stampati e 47.445 bomboniere acquistate.

Anche dal punto di vista dei costi del sistema giudiziario si possono prevedere notevoli benefici. Attualmente le coppie di fatto non essendo tutelate dalla legge cercano le stesse tutele riconosciute alle coppie eterosessuali tramite scritture private, testamenti, deleghe e donazioni. Anche in questi casi però ci sono dei limiti che non possono essere superati. Per quanto riguarda l’eredità per esempio, una coppia di fatto non ha alcun diritto di eredità sui beni del compagno deceduto e anche in caso di testamento si può disporre soltanto di una parte dei proprio beni. La legge infatti, prevede soltanto una quota disponibile del proprio patrimonio che può essere lasciata in eredità al compagno, ma una parte resta per forza ai familiari più stretti. Con l’approvazione del decreto Cirinnà invece, le coppie di fatto avrebbero tutti i diritti anche ereditari delle coppie eterossuali, ciò significa per le coppie gay meno spese per scritture private, donazioni e testamenti. E la giustizia italiana, con la regolamentazione specifica delle unioni civili vedrebbe ridursi drasticamente il numero di ricorsi e cause per chiedere il riconoscimento di determinati diritti.

In conclusione, fare una stima dell’impatto economico dell’approvazione delle unioni civili è molto complesso, ma al netto di oneri e vantaggi prettamente economici, il riconoscimento delle unioni civili sarebbe soprattutto un segno di civiltà.

Fonte: http://it.ibtimes.com/unioni-civili-ddl-cirinna-il-mef-costeranno-spiccioli-e-porteranno-vantaggi-economici-1410752

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