Debito pubblico Italia: a marzo il nuovo record. Aveva ragione l’UE

All’indomani delle raccomandazioni UE che sottolineano lo sforzo insufficiente del governo per la riduzione del debito pubblico, oggi è arrivata la notizia di un nuovo record. Nel mese di marzo il debito pubblico italiano è salito di 15,3 miliardi mettendo a segno il nuovo record negativo di 2.184,5 miliardi di euro.

Il bollettino di Bankitalia spiega che l’aumento del debito è stato inferiore al fabbisogno del mese (fermo a 18,6 miliardi) grazie “all’effetto complessivo dell’emissione di titoli sopra la pari, dell’apprezzamento dell’euro e della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e alla diminuzione di 0,2 miliardi delle disponibilità liquide del Tesoro”.

Dopo il record messo a segno nel mese di febbraio con un debito pubblico attestato a 2.169,2 miliardi, nel mese di marzo si registra un nuovo record. Nello specifico Bankitalia informa che il debito delle amministrazioni centrali è aumentato di 14,2 miliardi, quello delle amministrazioni locali di 1,1 miliardi. Sostanzialmente invariato invece il debito degli enti di previdenza.

Dal rapporto di Bankitalia sul debito pubblico emerge anche che nel mese di febbraio è aumentata la quota di Titoli di Stato italiani detenuti da investitori stranieri. L’aumento, più contenuto rispetto al mese di gennaio, è stato di 13 miliardi di euro portando il portafoglio dei titoli italiani detenuti all’estero da un valore di 694,970 miliardi di fine gennaio a 708,060 miliardi, dal 38,1% al 38,7%.

Proprio sul tema del debito pubblico si è soffermata ieri la Commissione europea nella relazione sull’Italia, bacchettando il Paese sugli scarsi risultati: “Nonostante il previsto contributo allo sforzo di riduzione del debito, che è cruciale per l’Italia, l’attuazione dell’ambizioso programma di privatizzazioni presentato dalle autorità italiane ha subito un certo ritardo nel 2014”.

Inizialmente il piano di privatizzazione del governo Renzi per ridurre lo stock di debito pubblico era di circa 20 miliardi per il biennio 2014-2015. Ad aprile, quando il piano privatizzazione era ancora in alto mare, il Ministro Padoan ha rivisto le stime per il 2015 passando da 10 a 6 miliardi circa. Risultato negativo anche per il 2014 quando sono entrati in cassa poco meno di 4 miliardi: 350 milioni della Fincantieri, i 2,1 miliardi del 35% di CDP Reti, i 400 milioni del 40% Ansaldo Energia a Shanghai Electric e poco altro.

Ma anche nella prospettiva positiva in cui si riuscisse a racimolare 20 miliardi di euro (difficile in un contesto economico in cui le privatizzazioni sembrano tanto delle svendite) sarebbe comunque una goccia nel mare dei 2.184,5 miliardi di euro di debito pubblico.

Fonte: http://it.ibtimes.com/debito-pubblico-italia-marzo-il-nuovo-record-aveva-ragione-lue-1402392#

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *